Alla riscoperta dei frantoi ipogei della Valle d’Itria

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I frantoi ipogei della Valle d’Itria rappresentano un’importante attrattiva che incuriosisce non solo viaggiatori stranieri provenienti da ogni parte del mondo, ma anche i visitatori italiani.

Le costruzioni in questione sono situate all’interno di cavità rocciose e sono sotterranee. La scelta di lavorare l’olio nelle profondità della terra deriva dal fatto che le popolazioni antiche che sfruttavano il frantoio erano consapevoli di poter ottenere in questo modo una migliore conservazione del prodotto, ma ci sono anche altri motivi che spiegano tutto ciò. Per questo, è il caso di approfondire il discorso, insieme ad altre caratteristiche della struttura.

Alla riscoperta dei frantoi ipogei della Valle d’Itria: ecco quali sono le caratteristiche di questi luoghi da non perdere

I frantoi ipogei della Valle d’Itria si possono raggiungere facilmente affidandosi a tour operator locali e a realtà ben presenti sul territorio; questi, infatti, forniscono un ampio catalogo di soluzioni d’affitto vicine ai luoghi di interesse. Ne sono un esempio i trulli in Puglia di Perle di Puglia, o anche presso masserie, alberghi o ville che si trovano nelle loro vicinanze. La valle in oggetto è ricca di aree meravigliose: prima di tutto è composta da campagne che non sembrano avere confini e da casette tipicamente bianche, ma anche da borghi considerati come i più belli dell’intera penisola italiana.

Tra questi, ad esempio, vi è quello di Alberobello, famoso proprio per la presenza di numerosi trulli, ma anche Locorotondo, Ostuni, Cisternino. Proprio tra tutti questi punti e sparsi in diverse zone della Valle d’Itria si trovano anche i frantoi. Queste strutture si possono visitare e alcune risalgono al 1600, altri anche al 1700 e 1800. Anticamente erano indicate con il nome di “Miniere dell’oro verde”, per fare riferimento all’olio d’oliva che si produceva al loro interno. Si tratta di realizzazioni scavate all’interno della roccia e oltre alla produzione del prezioso elemento, tali costruzioni erano considerate anche come un modo per nascondere al meglio il lavoro che veniva svolto dagli operai che appunto lavoravano le olive fino a ottenere l’olio.

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Per quanto riguarda lo svolgimento delle varie fasi lavorative, queste iniziavano nel periodo di novembre e poi terminavano verso quello primaverile, precisamente a maggio. Oltre a questi dettagli poi se ne possono indicare anche altri, per comprendere al meglio ogni caratteristica di queste gigantesche strutture.

Le altre caratteristiche

Le costruzioni in oggetto sono sotterranee anche perché già le popolazioni antiche avevano constatato che l’olio si conservava meglio a determinate temperature e lontano dalla luce solare diretta. Come accennato, oggi è possibile visitare in Puglia questi particolari frantoi, che ancora conservano l’attrezzatura appartenente ai secoli antichi, ovvero una pietra di forma circolare situata nell’area centrale e dalle dimensioni molto estese, che serviva proprio per lavorare le olive. In più, visitando gli ambienti di un frantoio ipogeo, sarà anche possibile osservare gli altri ambienti interni.

Ci sono alcune di queste costruzioni che ad esempio si estendono anche per ben 200 mq e che presentavano anche le stalle per gli animali e una sorta di stanze scavate nella roccia dove potevano riposare i membri della “ciurma”. Facevano parte di questo gruppo tutti coloro che lavoravano proprio nel frantoio. Come si è visto, i frantoi ipogei della Puglia possiedono caratteristiche comuni e in particolare quelli della Valle d’Itria sono tra i più visitati di tutta la regione.

 

 

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