Come usare l’olio di cocco? Ecco qualche consiglio!

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Sapevate che l’olio di cocco è utile sia per la cura della persona che della casa? Scopriamo insieme come usare l’olio di cocco!

Come usare l’olio di cocco? Vediamo un pò…da dove cominciare?

Iniziamo con il dire che l’olio di cocco è estratto dalla noce di cocco ed è ricco di acidi grassi, vitamina E e ha infinite proprietà idratanti, nutrienti e lenitive. La sua consistenza è abbastanza solida, si scioglie infatti a bagnomaria. Si tratta di un prodotto super economico che può essere utilizzato sia per la cura della persona che della casa.

Curiosi di scoprire tutti gli utilizzi dell’olio di cocco?

I benefici dell’olio di cocco sono infiniti, ma i suoi utilizzi ancor di più:

  • Crema idratante: l’olio di cocco, grazie alla sua formulazione pastosa è utilizzato come crema idratante naturale per le mani e per il corpo. Utile anche a lenire eventuali rossori.
  • Struccante: sapevate che l’olio di cocco è perfetto per rimuovere il trucco? Persino quello waterproof! Basta applicare l’olio sulle zone interessate e rimuovere il make-up con un dischetto di cotone!
  • Balsamo labbra: applicare un dito con un pò di olio di cocco direttamente sulle labbra, le renderà idratate, morbide e setose. Meglio di un qualsiasi altro burro cacao da supermercato!
  • Maschera per capelli: l’olio nutre in profondità i capelli secchi, sfibrati e pieni di doppie punte. Applicare sulle punte e sulle lunghezze una noce di cocco e avvolgere la testa in un telo per qualche ora o per tutta la notte, poi risciacquare. I capelli avranno immediatamente un aspetto migliore e più sano!

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  • Olio per massaggi: perfetto per massaggi rilassanti grazie alle sue proprietà idratanti!
  • Crema anti-smagliature: l’olio di cocco, grazie al suo potere elasticizzante, è ottimo per attenuare le smagliature.

  • Ricostituente: essendo ricco di acido ialuronico, l’olio di cocco rafforza le difese immunitarie, contrasta influenza, herpes e infezioni. Basta anche solo un cucchiaino!

  • Dentifricio: mescolando olio di cocco, un pizzico di bicarbonato e uno di sale si ottiene un dentifricio perfetto per ridurre la placca, calmare le irritazioni gengivale e sbiancare lo smalto dei denti. Per un sapore migliore e più fresco potete aggiungere qualche goccia di olio essenziale alla menta.
  • Antinfiammatorio: applicare l’olio di cocco sull’infiammazione è utile a sgonfiare la parte interessata e sopratutto a diminuire o per lo meno contenere il dolore.
  • In cucina: è perfetto per dolci vegani o leggeri al posto di burro e olio normale;
  • Lucidante per mobili: l’olio di cocco è un potente lucidante per i mobili in legno ma anche per le scarpe in pelle, ne basta pochissimo da spalmare con l’aiuto di un panno pulito!
  • Pulire le padelle di ferro;
  • Funge da repellente naturale contro gli insetti;
  • Pulisce gli interni delle auto;
  • Lucida e pulisce le foglie delle piante.

I cibi migliori per abbassare la pressione!

i cibi migliori per abbassare la pressione

Quali sono i cibi migliori per abbassare la pressione alta? Scopriamolo insieme in questo articolo!

Oltre ad essere uno tra i più grandi piaceri della vita, il cibo è anche un mezzo per rimanere in salute. Potrebbe però anche trasformarsi nel peggior amico dell’uomo. Introdurre degli alimenti corretti in una dieta quotidiana potrebbe allontanare i rischi dell’ipertensione!

Nell’articolo di oggi vi parleremo sia dei cibi migliori per abbassare la pressione, sia di quelli assolutamente sconsigliati!

 

Cibi da preferire:

  • cioccolato: i flavonoidi contenuti nel cioccolato FONDENTE (attenzione non al latte) hanno un grande effetto vaso-dilatatore e migliorano la circolazione del sangue;

i cibi migliori per abbassare la pressione

  • latticini (yogurt o latte): avendo un basso contenuto di grassi, tengono sotto controllo i valori della pressione sia minima che massima;
  • olio d’oliva: abbassa i livelli del colesterolo e aiuta a dilatare i vasi sanguigni;
  • pesci grassi (salmone, sgombro ecc.): gli omega3 abbassano i valori della pressione massima. È sconsigliato il salmone affumicato!

i cibi migliori per abbassare la pressione

  • zenzero: è ricco di proprietà e benefici efficaci contro l’ipertensione.
  • aglio: è l’alleato numero uno per l’ipertensione! È conosciuto sin dall’antichità per le sue virtù antibatteriche e antinfiammatorie.
  • barbabietola rossa: il suo succo contiene un elevato contenuto di nitrati, i quali sono in grado di abbassare i livelli della pressione sanguigna per più di 6 ore.
  • melograno: tra i frutti autunnali più consigliati, ha un alto contenuto di potassio che neutralizza l’effetto del sodio nel sangue e contrasta l’ipertensione.

 

Cosa EVITARE per ridurre il rischio ipertensione?

Dopo aver parlato dei cibi migliori per abbassare la pressione, ora scopriamo quali cibi invece evitare assolutamente.

  • Fagioli: i fagioli in scatola sono ricchi di sodio, il quale aumenta la pressione sanguigna;
  • Alcol: porta disidratazione e aumento di peso, entrambi contribuiscono all’ipertensione. L’alcol è assolutamente da evitare!
  • Pompelmo: seppur il pensiero comune sulla frutta è che faccia bene, non è proprio così, il pompelmo fa tutt’altro che bene ad un soggetto che soffre di pressione alta. C’è una sostanza al suo interno che riduce l’assorbimento di alcuni farmaci e che dunque potrebbe interferire con l’assunzione di pillole per l’ipertensione.
  • Salse: sono ricche di sale e di zucchero, meglio condire con erbe oppure olio!
  • Biscotti: nonostante i biscotti siano dolci, contengono un’elevata quantità di sale. Leggi sempre le etichette prima di acquistare biscotti!

I celiaci hanno diritto alla mensa GLUTEN FREE!

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I celiaci hanno diritto ad un servizio di mensa scolastica e lavorativa adatta alle loro condizioni GLUTEN FREE! Scopriamone tutti i dettagli!

I celiaci soffrono di una forma molto seria di intolleranza alimentare al glutine, questa rende impossibile assumere qualsiasi alimento che abbia anche la più bassa percentuale di glutine al suo interno! È estremamente necessario che il celiaco segua infatti un’alimentazione sana, corretta e priva di glutine!

Proprio per questo la legge prevede il diritto dei celiaci ad una mensa speciale sia per i bambini e quindi a scuola, sia per gli adulti nei luoghi lavorativi!

 

I termini del diritto alla mensa del lavoratore e dello studente celiaco, in luoghi pubblici!

A tutela delle persone celiache, la legge prevede che chi è iscritto ad un istituto pubblico lavorativo o di istruzione ed è affetto da celiachia ha diritto ad un servizio di mensa speciale, che permette di somministrare i pasti privi di glutine e qualsiasi contaminazione!

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Le mense devono dunque essere attrezzate al servizio delle persone celiache! Per questo alle Regioni è dato un fondo annuale per l’acquisto e la conservazione di prodotti gluten free! 

Spetta poi però al lavoratore oppure allo studente in questione, affetto da celiachia, comunicare il proprio bisogno di pasti gluten free.

 

I termini del diritto alla mensa del lavoratore e dello studente celiaco, in luoghi privati!

Ciò che scritto prima vale per tutti gli istituti e gli enti pubblici, ma per quanto riguarda i luoghi privati, purtroppo ancora non esiste una norma che preveda il diritto per il lavoratore o studente celiaco ad avere a disposizione una mensa gluten free!

Tuttavia, esistono tantissime scuole e aziende private che hanno spontaneamente adeguato i propri servizi di mensa alle persone celiache. A tal proposito è giusto sapere che anche all’interno di luoghi privati, i celiaci possono vantare un diritto specifico alla mensa! Tale diritto è ricavabile direttamente dalla tutela costituzionale in cui è imposta la salute e l’integrità fisica. Questo impone ai datori di lavoro e  ai responsabili di istituti privati di considerare le condizioni dei celiaci e di metterli nelle migliori condizioni  possibili!

 

Sali di epsom: cosa sono e quali sono i loro benefici?

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I Sali di epsom sono conosciuti come “Sali inglesi” ma in realtà si tratta di minerali derivanti dall’epsomite, da cui prendono il nome, ossia il magnesio solfato. Volete scoprire tutti i dettagli dei Sali di Epsom? Continuate a leggere l’articolo!

I Sali di epsom possiedono numerose proprietà utili a depurare l’organismo, e non solo!

Vengono così chiamati perché scoperti alle sorgive di Epsom, un luogo della Gran Bretagna. L’aspetto dei Sali di Epsom è molto simile a quello del sale grosso da cucina, ma i loro benefici sono molto diversi.

 

Benefici dei Sali di epsom

  • Combattono la stitichezza,
  • Depurano l’organismo,
  • Eliminano le tossine,
  • Liberano da calcoli biliari o al fegato
  • Riducono ematomi provocati da lividi o gonfiori
  • Possiedono qualità rilassanti quindi sono perfetti per la cura e la bellezza della persona,
  • Rigenerano la pelle
  • Funzionano da scrub esfoliante.

Ma la lista non è finita qui, un semplice bagno serale con i questi sali sciolti nell’acqua, aiuta a:

  • Rilassare i muscoli,
  • Attenuare i dolori,
  • Regolare il battito cardiaco,
  • Alleviare mal di testa.

I Sali vengono utilizzati anche per donare volume ai capelli, per chi ha capelli molto sottili.

 

Come usare i Sali

Come già detto è possibile utilizzare i Sali di Epsom sciogliendoli in una vasca di acqua calda.

Per quanto riguarda invece l’uso interno, il dosaggio va concordato con un medico, qui il fai da te è sconsigliato!

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Per la cura del corpo e dei capelli, è possibile unire un cucchiaio di Sali al proprio balsamo o maschera per capelli. Così verrà fuori un impacco che potrete tenere in posa sulla chioma per 30 minuti e poi procedere con lo shampoo.

Se invece avete i capelli molto grassi, potete aggiungere i Sali allo shampoo anziché al balsamo. In questo modo i Sali agiranno sul cuoio capelluto, liberandolo dal sebo.

Per il viso invece potete miscelare il detergente che usate quotidianamente con i Sali per eliminare le tossine e purificare la pelle.

È possibile acquistare i Sali di Epsom in farmacia o in erboristeria, oppure online su Amazon. Il loro prezzo è di circa 10 euro al chilo per l’uso esterno e di 30 euro al chilo per uso interno.

Celiachia bambini: e ora?

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La celiachia nei bambini è un’intolleranza spesso non facile da diagnosticare.

A noi questa diagnosi è arrivata come un fulmine a ciel sereno, avendo fatto gli stessi esami due anni prima, con esito negativo.

Premessa: in famiglia abbiamo già l’alopecia di Claudio, sempre autoimmune, e quindi ho sempre indagato altre malattie autoimmuni come la celiachia, proprio perchè le due sono strettamente collegate.

Due anni fa, sempre a causa dei percentili non entusiasmanti, sottoposi Carlotta ad una serie di analisi tra cui ovviamente quelli della celiachia, ma non risultò nulla.

Oggi invece tutto completamente stravolto.

Carlotta è celiaca, è una certezza dopo due analisi e in aggiunta quelle genetiche che hanno confermato la diagnosi.

Eccomi quindi a spiegarvi i passaggi che servono per diagnosticare la malattia  capire come procedere per ottenere l’esenzione.

Celiachia nei bambini: perchè è importante l’esenzione?

Perchè, mi spiegava la dottoressa della ASL:

  • avrete diritto all’erogazione gratuita di prodotti senza glutine (il tetto di spesa raggiungibile al mese varia a seconda delle fasce d’età)
  • tutte le prestazioni del follow-up vengono riconosciute in esenzione ai pazienti celiaci diagnosticati, mentre tutta la fase diagnostica diventa in compartecipazione della spesa sanitaria, anche per i pazienti di primo grado di pazienti celiaci
  • potrete associarvi ad AiC, Associazione italiana celiachia, e ricevere informazioni utili su novità, ricerche, aziende certificate ecc.

Come diagnosticare la celiachia nei bambini per ottenere l’esenzione:

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Ecco quello che ho fatto io elencato per punti:

  • visita dal pediatra di base che mi ha prescritto le analisi
  • analisi del sangue (io le ho fatte in un centro privato)
  • con i risultati visita dal gastroenterologo che mi ha chiesto di rifare le analisi in un altro centro o struttura pubblica + analisi genetiche
  • ottenuti i risultati (che confermavano la celiachia), sono andata presso una struttura pubblica per ricevere esenzione dopo visita del pediatra ASL

IMPORTANTE: l’esenzione si può avere solo se c’è anche analisi genetica che conferma la predisposizione alla malattia.

Questo perchè dal 2015 non è più obbligatorio effettuare gastroscopia con biopsia nei bambini con presunta celiachia che hanno un valore superiore a 10 volte quello di riferimento e con sintomi evidenti.

Ecco i passaggi per accertare la celiachia nei bambini.

Ora il mio prossimo step è iscrivermi all’associazione, fondamentale per un corretto percorso.

Se avete dubbi o suggerimenti, volete consigli o volete fare questo percorso con me, scrivetemi pure.

La celiachia non è una malattia impossibile se si affronta nel modo giusto.

 

Gluten free: come organizzare la dispensa

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Come avere una cucina e una dispensa gluten free a prova di contaminazioni.

L’alimentazione gluten free è di base un pò complessa, ma non impossibile da realizzare. L’importante è sapersi organizzare bene ed essere sempre attenti, specialmente se parliamo di persone celiache.

La celiachia a differenza dell’intolleranza non permette contaminazioni di alcun tipo, anche un piccolissimo frammento o una piccola briciola di pane, di pasta o qualsiasi cosa contenga glutine potrebbe vanificare un alimento totalmente privo di esso.

Per questo per avere una cucina e una dispensa gluten free bisogna essere molto attenti e ordinati per non correre rischio alcuno.

Cosa è la celiachia?

La celiachia provoca un’infiammazione dell’intestino tenue e dunque un malassorbimento dei nutrienti contenuti nei vari alimenti. In parole povere, per un celiaco, l’assunzione di glutine provoca una forte reazione autoimmune che danneggia gravemente l’intestino.

L’unico modo per vivere bene per i celiaci è quello di cambiare stile di vita, prediligendone uno gluten free. Ciò significa che sia a casa che (soprattutto) fuori casa è necessario essere sempre informati sul ristorante in cui si decide di andare a mangiare e qualsiasi alimento, piatto o pietanza che ordinate.

L’informazione è alla base di un regime alimentare gluten free.

La differenza tra celiachia e intolleranza è sostanzialmente che mentre il glutine nel celiaco intacca gravemente l’intestino, nell’intollerante si limita a causare forti dolori addominali, mal di testa, affaticamento e colon irritabile. Infatti per una persona che soffre di intolleranza al glutine, non è necessario stare attenti alle contaminazioni o avere una dispensa a parte.

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Come organizzare la dispensa ?

La spesa deve essere attenta e minuziosa, inizialmente dovrete leggere tutte le etichette di ciascun alimento dettagliatamente, poi una volta imparati gli alimenti potrete farne a meno.

Fortunatamente oggi è tutto molto più semplice per i celiaci infatti in ogni supermercato ci sono reparti appositi dedicati al gluten free.

Ma questo non basta a vivere tranquilli, perché una volta giunti a casa bisogna essere attenti a non mischiare gli alimenti gluten free con quelli contenenti glutine.

  • Cercate di separare tutto, di avere una dispensa per il componente familiare celiaco e un’altra per i non celiaci,
  • Utilizzate solo contenitori isolanti, sigillati da un coperchio ed etichettati,
  • Eliminate qualsiasi possibilità di contatto e contaminazione,
  • Evitate di usare taglieri o punti d’appoggio in cui ci sono stati prodotti con glutine,
  • Riservate un cassetto del frigo apposito per il gluten free,
  • Se comprate pane senza glutine, avvolgetelo in appositi sacchetti sigillati sin da quando siete al supermercato; una volta arrivati a casa potete metterlo in sottovuoto nella vostra dispensa gluten free.

In realtà non è poi così complicato, bisogna solo modificare leggermente il proprio stile di vita e mettere in pratica questi piccoli accorgimenti, che vi faranno vivere una vita sana e serena. Date spazio alla fantasia e ideate tante ricette senza glutine.

UNA VITA (DA CELIACO) IN VACANZA, i consigli per viaggiare senza glutine

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Viaggiare senza glutine in Italia si può.

In Lombardia sono oltre 40 gli alberghi e i B&B preparati per ospitare i celiaci, 20 i punti di alimentazione in viaggio per una sosta senza glutine e circa 300 i ristoranti e le pizzerie.

Per chi sceglie di rimanere nella Penisola sono 4100 i locali del network Alimentazione Fuori Casa in Italia, mentre per chi viaggerà all’estero il consiglio di AIC Lombardia è quello di informarsi adeguatamente prima della partenza.

Il periodo che precede l’inizio delle vacanze ha sempre un sapore agrodolce: alla gioia per l’imminente e agognata partenza si contrappone l’ansia che assale quando si inizia a pensare alle valigie e agli ultimi dettagli come la scelta dell’itinerario migliore o la ricerca di un vicino disposto ad annaffiare le piante o a prendersi cura degli animali domestici.

Lo stress pre-vacanziero, riporta il Telegraph, si manifesta con palpitazioni che appaiono quando si pensa al viaggio, stato d’ansia mattutino e improvvisa mania di stilare elenchi per cercare di non dimenticare nulla.

Un’agitazione che spesso diventa vero e proprio timore quando si è celiaci, ma che può essere combattuta adottando pochi, ma precisi accorgimenti: oggi è possibile viaggiare senza glutine.

Che si viaggi in Lombardia, dove sono circa 450 le strutture del network Alimentazione Fuori Casa (AFC), nelle altre Regioni italiane o si scelga di volare in una località al di fuori dei confini della Penisola, sono sempre di più gli operatori del settore turistico preparati a ospitare le persone celiache e a offrire loro un’impeccabile vacanza gluten free.

“In Lombardia sono oltre 40 le strutture alberghiere a misura di celiaco – spiega Isidoro Piarulli, presidente di AIC Lombardia – alle quali si aggiungono 20 punti di alimentazione in viaggio per una sosta senza glutine. Anche nei principali aeroporti della Regione, Linate, Malpensa e Orio al Serio, è possibile fare uno spuntino gluten free prima di imbarcarsi. Completano il tutto 41 gelaterie, veri e propri must dell’estate per italiani e stranieri, e circa 300 tra ristoranti e pizzerie. Si può quindi dire che la nostra Regione sia pronta ad accogliere nel migliore dei modi i turisti celiaci offrendo loro un servizio attento a ogni loro esigenza, frutto del lavoro di formazione di AIC Lombardia”.

Tra le provincie lombarde, quella che vanta il maggior numero di strutture alberghiere aderenti al network AFC è Brescia con 12 tra agriturismi, bed & breakfast e hotel. Terra di laghi (sono 8 quelli presenti in provincia, tra i quali spiccano Garda e Iseo), il bresciano è la meta perfetta per un weekend in coppia o in famiglia; tappa obbligatoria per gli amanti delle bollicine è la Franciacorta, una delle zone italiane con la più alta produzione di spumante.

Per chi preferisce la città, invece, sono 10 gli hotel a Milano e provincia nei quali i celiaci possono soggiornare in tutta tranquillità e godersi qualche giorno nel capoluogo lombardo tra arte, storia e grattacieli dalle forme ardite, respirando l’aria di una città europea.

Seguono in classifica le provincie di Sondrio e Bergamo rispettivamente con 9 e 7 strutture alberghiere, due destinazioni ideali per chi ama la montagna e vuole godersi una vacanza a contatto con la natura tra verdi vallate, cascate mozzafiato come quelle del Serio in Val Seriana, percorsi di trekking e caratteristiche località come Livigno e Bormio.

Anche per chi trascorrerà le vacanze nel resto d’Italia, tra le bellezze del Bel Paese, l’offerta è più che variegata: sono 4100 strutture AFC distribuite in tutta la Penisola, da nord a sud, sulle quali i celiaci possono contare.

Se, invece, si opta per un locale non informato da AIC è importante segnalare sempre al personale che si è celiaci, ribadire quali ingredienti è necessario evitare e ricordare sinteticamente le regole per la preparazione dei piatti senza glutine. E per chi sceglie l’estero?

Con il supporto di smartphone e applicazioni che aiutano nella traduzione e nella ricerca dei locali gluten free, qualche astuzia e una giusta pianificazione non sarà difficile trovare cibo senza glutine nemmeno fuori dall’Italia.

Non tutti gli Stati sono preparati allo stesso modo, ma per raccogliere informazioni utili prima della partenza è possibile mettersi in contatto con l’associazione del Paese di destinazione.

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“Per quanto riguarda l’acquisto dei prodotti alimentari occorre ricordare che il claim “senza glutine” in tutta Europa e negli Stati Uniti si può utilizzare solo per prodotti confezionati con un contenuto di glutine inferiore ai 20ppm come in Italia – precisa Lavinia Cappella, dietista di AIC Lombardia – Anche la Spiga Barrata è concessa in tutta Europa alle medesime condizioni italiane.

Per mangiare fuori casa, invece, è importante sapere che le associazioni di altri Stati europei hanno attivato progetti simili ad AFC con locali informati su celiachia e cucina senza glutine”.

È consigliabile anche scaricare prima della partenza card con alcune frasi utili per il celiaco tradotte nella lingua locale, disponibili online sul sito celiactravel.com per tantissimi Paesi.

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Per chi preferisce cucinare con le proprie mani per evitare contaminazioni, il suggerimento è quello di affittare un appartamento dotato di cucina.

Inoltre, sia per l’Italia sia per l’estero, AIC ha stretto una collaborazione con Alpitour: sui cataloghi del tour operator sono segnalati i villaggi preparati ad accogliere i celiaci con una chiara distinzione tra le strutture nazionali aderenti al progetto AFC e i villaggi “senza glutine” Alpitour e sono riportate alcune indicazioni su cosa aspettarsi da queste strutture.

Ecco i 5 consigli di AIC Lombardia per una vacanza gluten free in tutta tranquillità:

1)     Richiedere il giustificativo del medico prima di partire per portare in aereo cibi senza glutine.

2)     Al momento dell’acquisto del biglietto aereo ricordare di prenotare il pasto gluten free e, una volta a bordo, controllare che sul coperchio del vassoio sia indicata la dicitura GF meal.

3)     Portare in borsa o nello zaino una piccola scorta di snack e altri prodotti senza glutine come gallette e cracker per avere sempre a disposizione uno spuntino gluten free.

4)     Scegliere prodotti naturalmente senza glutine e prediligere i cibi freschi a quelli processati per non rischiare che siano contaminati.

5)     Chiedere consiglio ad AIC prima di partire o, se si viaggia all’estero, contattare le associazioni locali (l’elenco è disponibile sul sito di AIC).