Culla co-sleeping, ecco la mia scelta

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Culla co-sleeping, ecco la mia scelta a qualche mese dal lieto evento.

Ventottesima settimana e inizio del settimo mese. Finalmente le nausee si sono attenuate e un’ondata anomala di serenità mi porta tanta calma ed ottimismo.
Quando penso ai mesi precedenti la nascita del mio primo figlio, ricordo solo uno strapazzamento continuo tra lavoro, esami di laurea e ristrutturazione del nostro appartamento, tanto che il ricovero in ospedale mi sembrò una vacanza a cinque stelle, oggettivamente però arrivai al parto stanca e stressata.
Ora invece, voglio godermi ogni possibile istante di tranquillità con il mio pancione partendo dalla cosa principale DORMIRE!!!!
E sì, quando le amiche mi chiedono consigli su come prepararsi all’arrivo di un neonato le prime cose che mi vengono in mente sono: letto e divano. Questo perché, paliamoci chiaro, anche se il bimbetto dovesse essere il bebè più tranquillo del mondo, nelle ore notturne dovrà pur sempre mangiare.
Per la mia esperienza, l’allattamento è un momento in cui la donna è messa a dura prova psicologicamente e fisicamente: giornate trascorse in pigiama tra sogno e realtà grazie agli inconsueti ritmi sonno/veglia, ciocche di capelli sparse un po’ ovunque, casa sempre in disordine con parenti e amici che vengono a trovarti e tu che con quei quintali accumulati durante la gravidanza ti guardi allo specchio e pensi che per fortuna l’allocco che ti ha sposato l’hai trovato… tuttavia qualche escamotage esiste…

Il co-sleeping e la culla co sleeping.

Giuro che 7 anni fa non sapevo nemmeno cosa diavolo fosse, è stata la natura che me l’ha fatto scoprire, quel famoso istinto su cui Darwin ha fondato la sua nota teoria, che mi ha portato ad abbandonare la vecchia cara ma scomoda culletta appartenente alla famiglia di mio marito da generazioni e a mettermi il bambino nel lettone.
Questo apparentemente “piccolo” stratagemma, si è rivelato un valido metodo di sopravvivenza; Paolo mangiava quando voleva e nel contempo io ero molto più riposata; poi, da un giorno all’altro ha cominciato a dormire tutta la notte senza problemi, probabilmente rassicurato dalla mia vicinanza, finché a 7 mesi l’ho trasferito nella sua stanzetta senza lacrime e drammi.
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Ovviamente, all’epoca ero una giovincella inconsapevole dei rischi di questo tipo di comportamento, come la SIDS – sindrome da morte in culla, adesso sono una mamma piena di paure e dubbi.

Culla attaccata al letto

Le aziende di prodotti per neonati, hanno risolto questo problema producendo culle con apertura e chiusura delle sponde laterali rendendole ideali per essere posizionate accanto al letto di mamma e papà. Forse non ci crederete ma questo articolo è stato il primo regalo per mia figlia ad entrare in casa mia (tanto per farvi capire quanto sia importante il capitolo sonno per una donna che lavora ma secondo me anche per una casalinga).
Negli acquisti che faccio per la mia famiglia cerco di privilegiare sempre il made in italy ma, tenendo presente che questo tipo di lettino si utilizza solo per pochi mesi, non volevo spendere un patrimonio e stavo valutando un prodotto di seconda mano.
Invece, navigando un po’ in rete ho scoperto la culla Mammola della Joyello, un brand italiano che non conoscevo molto bene ma che mi ha conquistata subito (sul magazine la recensione della borsa e passeggino).
In primis il rapporto qualità-prezzo davvero soddisfacente; poi, non voglio negarlo, l’estetica. L’abbinamento rosa e grigio mi piace tantissimo e si intona perfettamente con i colori accessi della mia camera da letto.
Quando ho ricevuto il pacco, la prima cosa a cui ho pensato è che il montaggio sarebbe stato complicatissimo, visto che tutta la culla è contenuta in una pratica borsetta. Inaspettatamente, io che pure per assemblare l’albero di Natale impego settimane, nel giro di 10 minuti ho predisposto tutto con tanto di encomio da parte di mio marito.
Ho potuto verificare che la culla si adatta perfettamente anche ad un letto bassissimo come il mio, cosa che all’inizio mi preoccupava parecchio, ancorandosi a questo con un sistema di cinghie ma, soprattutto, è facilmente reclinabile, dettaglio a cui non avrei mai rinunciato visto che aiuta molto nella respirazione dei lattanti.
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Unitamente alla culla ho scelto il sacco nanna termico, per proteggere la piccolina che nascerà a dicembre anche quando le temperature saranno più rigide, visto che non vogliamo rinunciare alle uscite del venerdì sera e tantomeno agli aperitivi del sabato mattina!!
Unico neo? Devo convincere Paolo che nella culla non può entrarci anche per lui nonostante ci stia provando da giorni!!!
 
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