È tempo di…un cambio look alla mia casa!

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Anche per voi è arrivato il momento di fare un cambio look alla vostra casa? Molto bene, oggi vi parleremo di qualche piccolo ritocco come: isolamento, pittura ed intonaco! Quanto costano? Perché fare questo tipo di lavori? Leggete qui!

Se stai pensando ad un cambio look per la tua casa e vorresti più informazioni riguardanti isolamento, pittura ed intonaco, sei nel posto giusto! La prima domanda che sorge spontanea a tutti è: quanto costerà un cambio look di casa? Molti sono spaventati ed ostacolati dal suo costo ipotetico, ma in realtà, farlo è un errore poiché il tutto è bilanciato dal notevole risparmio in bolletta per quanto riguarda l’isolamento e del recupero con le detrazioni del 2019 per pittura ed intonaco!

Isolamento termico: il cappotto!

Uno dei lavori più frequenti in ogni cambio look di casa riguarda il cappotto esterno, il cui costo complessivo è sostanzialmente composto dalla manodopera e dai pannelli isolanti. Scopriamo nello specifico:

  • manodopera: va dai 30€ ai 50€ al mq per la preparazione della superficie, installazione dei pannelli e finituraM
  • noleggio del ponteggio: da 8€ a 12€ al mq per il noleggio del primo mese. Per i mesi successivi il prezzo può scendere;
  • tecnico certificatore: occorre la certificazione del risparmio energetico per non rischiare in nessun modo di perdere le detrazioni fiscali.

Complessivamente il costo di un cappotto esterno può oscillare tra gli 80€ ed i 100€ al mq. Il prezzo di questo tipo di lavoro è dunque abbastanza contenuto se consideriamo che un cappotto esterno:

  • evita la formazione di muffe,
  • riduce notevolmente l’utilizzo del riscaldamento e dei condizionatori.

 

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Cambio look: pitturare la facciata di casa

Dopo qualche anno è necessario fare qualche bel ritocchino alla  tinteggiatura della facciata di casa, che con il tempo tende a deteriorarsi. E se vogliamo dare una svolta alla nostra abitazione e fare un cambio look, la tinteggiatura della facciata è mooolto importante!

Il costo per la tinteggiatura esterna dipende da diverse voci quali: 

  • manodopera: il costo a ora di un imbianchino o di un’impresa edile
  • pittura per esterni: che materiale usare? Calce, quarzo, silicati, etc.
  • intonaco: tutto dipende dall’intonaco già esistente, se è ancora in buono stato o se è da rifare.
  • ponteggi: occorrono dei ponteggi fisse per tinteggiare la facciata di una casa.

Diciamo che approssimativamente i costi vanno da un minimo di 10€  ad un massimo di 40€  al mq.

Intonaco interno ed esterno

L’intonaco di un interno o di una facciata esterna è fondamentale per un cambio look non solo per una questione estetica, ma anche e sopratutto per una questione protettiva, in questo caso della muratura. Se l’intonaco è rovinato, deve necessariamente essere rifatto. Scopriamo insieme il prezzo dell’intonaco al mq. Per evitare problemi futuri è necessario che questo lavoro sia eseguito alla perfezione.

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Il prezzo per rifare l’intonaco interno ed esterno deriva:

  • dal tipo di intonaco: tradizionale o pre-miscelato,
  • dallo stato iniziale della parete in questione,
  • dall’eventuale demolizione dell’intonaco preesistente,
  • dalla realizzazione del nuovo intonaco,
  • dal costo dei ponteggi,
  • e dalla rasatura finale necessaria per tinteggiare la parete.

Complessivamente i costi possono variare dai 15€ ai 20€ al mq.

Eccovi svelati (approssimativamente) tutti i costi per i lavori in casa! 

Rimozione dell’amianto: il problema dell’ Italia

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In Italia il problema della rimozione dell’amianto e dell’eternit è ancora molto sentito.

Parlando di numeri e di rimozione dell’amianto, si ipotizza che per quanto riguarda lo smaltimento dell’eternit, ci sono da smaltire ancora ben 100 milioni di metri quadri; meno del 3% dell’amianto sul territorio italiano è stato rimosso, smaltito e bonificato.

 

La bonifica amianto

 In Italia è vietata la commercializzazione e la produzione di tutti i prodotti che contengono amianto, come per esempio l’eternit.

Purtroppo però dopo 26 anni si è registrato che solo il 2% degli edifici abbiano effettuato la bonifica amianto.

Per questo è estremamente importante sapere cosa fare in presenza di amianto, soprattutto per garantire sicurezza a se stessi e alla propria famiglia.

I costi della bonifica amianto 

Il costo della bonifica amianto dipende dalla procedura scelta per effettuare il lavoro e anche dai metri quadri da bonificare.

Le tecniche di bonifica amianto sono tre:

  • Incapsulamento: la più economica
  • Rimozione e smaltimento: la media
  • Confinamento o sovracopertura: la più costosa.

 

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Quanto costa la rimozione amianto

I costi della rimozione dell’amianto sono a carico dei proprietari degli immobili. Per fare una stima approssimata del prezzo totale bisogna tenere in considerazione alcuni parametri:

  • I metri quadri della superficie con amianto da rimuovere;
  • Lo stato del materiale da rimuovere;
  • La difficoltà di operare per la rimozione.

Per avere un’idea più precisa è opportuno richiedere un preventivo ad uno specialista.

È importante sapere che il fai da te è vietato dalla legge.

 

Costo smaltimento amianto

Smaltire l’amianto è un’operazione parecchio delicata e non è affatto un lavoro economico.

Innanzitutto una ditta deve avere delle autorizzazioni precise ed essere iscritta ad un apposito albo. Inoltre la ditta deve scegliere la corretta procedura di bonifica amianto ed avere un personale specializzato.

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Il costo dello smaltimento dipende da:

  • Dimensione del manufatto
  • Facilità di accesso
  • Altri lavori necessari come la pulizia e la bonifica di grondaie
  • Il piano lavoro da consegnare alla ASL.
  • Le analisi chimiche finale sul materiale rimosso.
  • Personale dell’azienda in possesso del patentino per lavorare l’amianto

Quando una ditta interviene per effettuare una bonifica amianto esegue una procedura specifica che consiste in:

  • Rimozione eternit e amianto: attività delicata perché vengono liberate molte scorie e fibre di amianto;
  • Trasporto lastre eternit: le lastre vengono messe in sicurezza in pallet;
  • Smaltimento in discarica autorizzata per amianto: lo smaltimento deve essere effettuato in discariche autorizzate.

 

Stabilo pastel: ecco come usarlo in modo corretto!

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Lo stabilo pastel è da sempre l’evidenziatore per eccellenza !

Uno stabilo pastel può rappresentare un ottimo alleato per la lettura e lo studio, ma è importante che tu utilizzi l’evidenziatore con un certo criterio. Questo prodotto di cancelleria serve a mettere in risalto parole fondamentali e concetti che meritano di essere memorizzati. Se adoperato con criterio, questo piccolo metodo, permette di ottenere risultati decisamente apprezzabili. Evidenziare un paragrafo intero non serve a nulla, anzi, se si fa così è come non sottolineare niente. Insomma, che tu sia in procinto di preparare il tuo esame di maturità, di tenere una conferenza a un convegno o di esporre la tua tesi di laurea, ti conviene capire che gli evidenziatori possono essere di grande aiuto solo se non se ne abusa.

Come si evidenzia

Il primo consiglio che ti vogliamo dare quando usi lo stabilo pastel è quello di non lasciarti prendere dalla fretta: prima leggi, e solo in un secondo momento puoi iniziare ad evidenziare le parti di testo di tuo interesse. Chiaramente, se devi studiare e imparare un libro intero, non è necessario che tu lo legga tutto in una volta, ma puoi focalizzarti di volta in volta su un paragrafo dopo l’altro. Quello che conta è evitare di sottolineare di getto, oppure di istinto, anche perché prima devi sapere di cosa si parlerà nel resto del capitolo. Puoi comunque tenere a portata di mano una matita per fare dei segni; dopodiché utilizzerai l’evidenziatore in occasione della seconda lettura.

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Quali colori usare per evidenziare

La scelta del colore per l’evidenziatore non è solo un vezzo o un capriccio estetico, ma è molto importante anche per consentirti di leggere senza difficoltà. In effetti, se eccedi con i colori rischi di ottenere un risultato controproducente, o comunque di non trarre grandi benefici dal tuo modus operandi. Se le pagine del libro che devi studiare sono piene di colori come in un arcobaleno, rischi di distrarti e di perdere la concentrazione di cui hai bisogno per memorizzare i concetti.

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Quanti colori usare per evidenziare

Il nostro suggerimento è quello di limitarti a un massimo di tre colori per evidenziare. Ovviamente, puoi sempre alternarli nel corso dei paragrafi, ma un’idea ancora più intelligente è quella di attribuire una categoria specifica a ciascun colore: ecco, allora, un colore per le date, uno per i nomi propri, uno per i concetti più generali. Non bisogna mai eccedere nella parte di testo sottolineata. Un limite ideale può essere rappresentato da un terzo della pagine del libro evidenziato e due terzi non evidenziati. Ciò non significa che le frasi che non sono sottolineate possono essere snobbate, ma solo che i concetti più importanti su cui focalizzarsi sono altri.

Gli evidenziatori Stabilo

Quando adoperi uno stabilo pastel devi sapere che alle sue spalle c’è una storia lunga e interessante. Lo Stabilo Boss, infatti, è stato ideato all’inizio degli anni ’70 come primo esemplare di questo prodotto. La presenza di inchiostro fluorescente era una delle innovazioni più importanti, ma altrettanto interessante era la punta in feltro, in virtù della quale era – ed è ancora oggi – possibile usufruire di un tratto preciso e definito.

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Quale evidenziatore scegliere

Attualmente sul mercato si può trovare un vasto assortimento di evidenziatori tra i quali scegliere. Ci sono evidenziatori a matita, ma anche quelli ricaricabili e quelli in grado di resistere all’aria, che quindi non si rovinano anche se vengono lasciati privi di cappuccio. Non vanno dimenticati, poi, i modelli con la punta fine; i modelli con l’impugnatura ergonomica e quelli concepiti per adattarsi a tutti i tipi di carta.

Finestre: una piccola guida per rinnovare casa!

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Finestre in pvc, in legno o in alluminio? Quali scegliere e perché?

Le finestre rivestono un ruolo fondamentale all’interno di ogni arredamento che si rispetti.

Ma oltre all’estetica, le finestre devono essere funzionali.

Se è un po’ di tempo che sentite degli spifferi provenienti dalle vostre finestre, è il caso di cambiarle e sostituirle con degli infissi moderni ed eleganti. Qui di seguito vi riassumerò le tipologie di infissi, una piccola guida che vi aiuterà nella vostra scelta!

 

Finestre in PVC

Le finestre in PVC sono vantaggiose perché:

  • Il loro prezzo è economico, oscillano dai 150 ai 300 euro,
  • Hanno una bassa conducibilità termica quindi fanno da ostacolo allo scambio di calore interno/esterno della vostra casa,
  • Resistono al fuoco, alla pioggia e a tutti gli agenti atmosferici, caratteristica essenziale per una finestra esterna,
  • Possibilità di isolamento acustico,
  • Molto leggero rispetto ad altri materiali,
  • Non richiede una particolare manutenzione.

Il rapporto qualità prezzo delle finestre in PVC è assolutamente ottimo!

Tra tanti vantaggi però c’è uno svantaggio: si scoloriscono, per cui il mio consiglio è quello di sceglierli bianchi o comunque chiari, così non si noterà.

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Infissi in legno

Se pensiamo alle finestre in legno, ci viene subito in mente: calore ed eleganza.

Il legno è difatti il materiale per eccellenza per gli infissi.

Anni fa infatti, tutte le case avevano infissi in legno.

Esistono tanti tipi di legno che variano di prezzo, partendo dal più economico che è il pino massello ed ha un costo di più o meno 200€ al mq, fino ad arrivare al legno in castagno lamellare che costa circa 320€ al mq.

I vantaggi degli infissi in legno sono tutte dovute alle numerose proprietà di questo pregiato materiale:

  • Il legno è resistente e leggero per cui dura nel tempo,
  • Ha un basso valore di conducibilità termica, inferiore anche al PVC e quindi garantisce un ottimo isolamento termico,
  • È ecologico, riciclabile e rinnovabile, il PVC invece è in plastica,
  • Esteticamente sofisticato ed elegante.

Perfetto per le case di campagna e in stile rustico. L’unico fattore svantaggioso è il costo di manutenzione del legno che è un po’ impegnativo.

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Finestre in alluminio

L’alluminio è il materiale più costoso, oscilla dai 200 ai 400 euro al mq.

Il costo però è eccellentemente proporzionato a tutto ciò che questo materiale offre:

  • Garantisce un isolamento termico ed acustico,
  • Resiste agli agenti atmosferici, acqua, aria e vento ed è utilizzato specialmente per le finestre da tetto,
  • Leggero e morbido infatti è ottimo per finestre di grandi dimensioni,
  • Riciclabile ed ecologico,
  • Ignifugo e resistente al fuoco,
  • Manutenzione nulla.

Inoltre è possibile completare l’infisso in alluminio con zanzariere, tapparelle e motori elettrici.

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E voi che materiale sceglierete per la vostra abitazione?

Merende naturali per bambini, alcune idee

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Siete alla ricerca di qualche idea sana di merende naturali per bambini? Ve ne suggeriamo alcune che piaceranno senza dubbio a mamme e piccini!

Non so voi, ma per me lo spuntino di metà pomeriggio sta diventando un vero incubo. Se da un lato nutrizionisti e pediatri non fanno altro che ripeterci quanto sia importante far fare merende naturali ai nostri bimbi, quanto questo pasto sia fondamentale per la loro crescita, dall’altro forse non sanno quanto possa diventare tragico lambiccarsi il cervello per trovare qualcosa che incontri i loro gusti.

Sicuramente ricorrere alla merendina già pronta è più facile. Ma ovviamente molto meno salutare.

Che si fa allora? Come proporre delle merende sane che non vengano sistematicamente snobbate in favore di snack pieni di grassi e schifezze varie?

Semplice: preparatele voi stessi, con qualche idea di spuntino sano con ingredienti genuini, economici e sicuramente gustosi. Tra l’altro, è anche un modo furbo per far trascorrere qualche ora creativa ai vostri bimbi, cucinando insieme e consumando subito il vostro delizioso spuntino!

Merende naturali: proposte dolci

Voglia di dolce? Il classico pane e marmellata è un evergreen che piace a bimbi di ogni età e di ogni generazione.

Per renderlo davvero sano preferite del pane di segale o di kamut ed optate per confetture fatte in casa, prive di coloranti e conservanti. Se non sapete farle da voi, potreste acquistarle da negozi bio o fattorie a km zero!

Merende naturali

Altra proposta di merenda sana sempre gradita dai bambini è la torta di carote. Qui trovate la ricetta: fidatevi, le mie bambine ne vanno matte, anche perché ho detto loro che è la torta preferita da Bing (non so se avete presente quel simpatico coniglietto nero) e noi ADORIAMO BING!!!!

Merende naturali: proposta salata

Se invece il dolce non vi aggrada e preferite il salato, che ne dite di un buon pane e pomodoro?

Anche in tal caso preferite un tipo di pane genuino e con farine poco raffinate; quindi conditelo con olio, sale e pomodorini ciliegini…bontà unica!

Merende naturali: centrifugati & co

E da bere?

Banditi i succhi di frutta in bricco, con l’aiuto del Bimby o di un estrattore si succo potreste farli voi!

Le mie bambine adorano il succo ACE preparato con il Bimby (anche qui Bing Santo subito!), facilissimo da preparare: vi occorrono solo

  • 1 mela
  • 2 carote
  • 1 litro acqua
  • 100 gr zucchero
  • 2 limoni
  • 3 arance
  • 8 cubetti di ghiaccio

Dopo aver sbucciato tutta la frutta e la verdura, mettete nel boccale acqua e zucchero: 10 min vel 1. Lasciate raffreddare completamente ed aggiungere la mela e la carota a pezzi, il succo di limone e carota ed il giacchio: 1 min vel 10. Trasferite in una bottiglia e conservate in frigo fino al momento di servire.