Intervista all’ostetrica Anna Algardi

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Ho conosciuto Anna ormai dieci mesi fa, quando tutta impaurita mi recai al Policlinico per la prima volta, in attesa di Claudio…
Assistente del mitico prof. Marinaccio, che mi ha seguita durante la gravidanza, Anna è stata un punto di riferimento; mi bastava spesso guardarla negli occhi per sentirmi in qualche modo più tranquilla.
Il suo sorriso e la sua serenità mi hanno rassicurato più volte e non vi dico il giorno del parto e quelli successivi poi…un piccolo angioletto per me…sembrerà assurdo, ma per le persone che ho incontrato sulla mia strada, dal mio ginecologo a tutto il team degli assistenti ed ostetriche, oggi posso dire che non vivo più l’ospedale con l’angoscia che avevo prima, anzi, in quei giorni mi sono sentita in famiglia, protetta e sicura:)
Questa intervista vuole farvi conoscere un pezzettino di Anna, giovane neo laureata e futura super ostetrica attenta e preparata…un punto di vista diverso da quello di noi mamme, più professionale e per questo molto importante!
Anna Algardi, neo-laureata e neo-ostetrica…parlaci un pò di te…il tuo percorso scolastico e cosa ti ha spinto a scegliere questa professione?
Ciao a tutte le lettrici di geek mama, a pochi mesi dalla laurea posso dire di essere davvero contenta e soddisfatta della scelta da me fatta qualche anno fa, infatti credo sia proprio il lavoro fatto apposta per me 😉 
In realtà è stata una cosa che è cresciuta in me pian piano mentre studiavo in quei corridoi un po’ tristi del Flacco, un liceo classico sito in Bari; sapendo sin da quando ero piccola che avrei voluto lavorare in ambito sanitario, dovendomi fare un po’ un idea di cosa avrei dovuto e soprattutto voluto fare all’università iniziai a fantasticare con la mente, ma il mio pensiero ricadeva sempre li…com’è possibile che un bambino possa crescere all’interno del corpo di una donna? 
Questa era la domanda che mi bombardava la testa, inoltre ero totalmente affascinata dall’idea di poter finalmente vedere un parto che alla fine dei 5 anni decisi di iscrivermi al test d’ingresso per la facoltà di Ostetricia e così fu che a fine settembre uscirono i tanto attesi risultati……..ebbene si 28esima su 28! Ed ora eccomi qui, è proprio così che è nato tutto!
Ti sei laureata al Policlinico seguendo durante il tirocinio, numerose donne in gravidanza. Quali sono le paure e le domande più ricorrenti? 
Durante la gravidanza le paure sono sempre legate al timore che possa accadere qualcosa al bambino, le donne di solito ci fanno domande riguardo l’alimentazione in gravidanza, vogliono sapere cosa poter mangiare e cosa no, in realtà seguendo semplici regole è facile non cadere in errore, evitate completamente frutti di mare e pesce crudo, lavate bene con acqua e amuchina la frutta e la verdura, la carne deve essere sempre ben cotta e per quanto riguarda il prosciutto crudo se è acquistato dal supermercato e quindi certificato si può mangiare, cercate però di evitare quelli di dubbia provenienza o prodotti per esempio in masseria, che saranno sicuramente più buoni ma meno controllati. In linea di massima è bene evitare un eccessivo consumo di grassi per non prendere kili di troppo; un’ altra classica domanda, infatti, è: quanti chili si devono prendere in gravidanza? In realtà non c’è un peso massimo da raggiungere però è buona norma cercare di non superare i 10/12 kg per evitare l’insorgenza di problemi. 
L’attività fisica è un altro quesito ricorrente e a mio parere è bene farla, bisogna mantenersi in attività, in quanto questo oltre a tenere la vostra mente occupata, previene un eccessivo accumulo di grassi e se fate una ginnastica mirata sarà utile anche alla preparazione del perineo per l’evento nascita; magari se a terra vi risultano difficili i movimenti provate in acqua che sicuramente vi farà sentire meno il peso del pancione. Ovviamente attività fisica si, ma usando sempre il buon senso senza fare sforzi eccessivi!
Queste sono le domande più frequenti, ma le paure maggiori che affliggono ogni donna gravida sono legate alla diagnosi prenatale e al parto in se. Per quanto riguarda la diagnosi prenatale per fortuna oggi esistono diversi test di screening che sono fortemente predittivi, se effettuati da mani esperte e soprattutto non invasivi, che ci permettono di avere una risposta in termini di probabilità,.
In alternativa sono sempre disponibili i metodi invasivi che invece ci permettono di fare diagnosi di certezza, ma personalmente consiglierei di prenderli in considerazione in seguito ad esami non invasivi risultanti dubbi o poco rassicuranti. 

Per quanto riguarda il parto, invece, quello che dico ad ogni donna è che, per quanto doloroso possa essere vi regala la cosa più bella che avrete mai e il consiglio che vi posso dare è quello di non arrivare impreparate all’evento nascita, di prendere consapevolezza di cio che accadrà e di utilizzare i 9 mesi di gravidanza come preparazione fisica e psicologica a questo evento, in modo da concentrarsi e riuscire ad affrontare il dolore per poi combatterlo, in quanto noi donne ne abbiamo le capacità. 


Quali consigli daresti alle donne in attesa di un bebè? 

La prima cosa che possi dirvi è di vivervi la gravidanza nel migliore dei modi, non è una patologia ma una condizione fisiologica. Facendo affidamento anche sul buon senso di ogni futura mamma consiglio a tutte di prendere l’acido folico già da quando iniziate a cercare una gravidanza, SMETTERE DI FUMARE, avere un alimentazione adeguata qualitativamente e quantitativamente non cullandosi nel fatto che adesso “siamo in 2”, mantenersi in esercizio, non fare uso di alcolici e prima di assumere un farmaco chiedere sempre al vostro medico. Una cosa che a me piace molto, se vi può far piacere vi consiglio di ascoltare musica classica che trasmette calma e tranquillità al vostro bambino, e da alcuni studi si è evinto che le note di Mozart contribuiscono allo sviluppo dell’intelligenza dello stesso.

Io non ho frequentato alcun corso pre-parto perchè non ne ho trovato uno adeguato alle mie esigenze…tu come la vedi al riguardo? 
Per esperienza personale penso che, se fatti bene, siano fondamentali, aiutano la donna ad affrontare al meglio la gravidanza, ad arrivare prearata sia fisicamente che psicologicamente al parto, e sono un mezzo per poter interagire e confrontarsi con altre donne gravide. 
Io sono una ferma sostenitrice dei corsi pre parto e anzi credo che bisogni spronare e informare maggiormente le donne in questo campo, in quanto qui da noi sono ancora poco diffusi. 
Forse sei di parte…ma quale struttura consiglieresti per affrontare il parto?
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reparto maternità Miulli
Preannuncio che non sono di parte e partendo dal presupposto che in tutte le strutture troverete personale all’altezza di ogni situazione, se dovessi scegliere per me stessa dove partorire, sceglierei il Miulli, ad Acquaviva, in quanto ha una sala parto davvero ben attrezzata e con tutti i presidi necessari per poter affrontare il dolore del travaglio aiutandosi con diversi esercizi e inoltre offre la possibilità, con un preavviso, di poter effettuare il parto in acqua, in aggiunta per un eccesso di zelo sottolineerei anche che dispone, come il Policlinico e il Di Venere, della terapia intensiva neonatale.
Epidurale si o no? 
Enigma che affligge la maggior parte delle donne.  Ricordando a tutte che il parto, se non si presentano complicazioni, è fisiologico e che con forza e buona volontà, ma anche con una buona preparazione e sostegno, il dolore del travaglio lo si può affrontare nel migliore dei modi, io credo che l’epidurale sia stata una grandissima invenzione, ma che comporta comunque un certo rischio, infatti il colloquio con l’anestesista, che farete prima del parto, vi illustrerà tutti i rischi e i benefici. 
Possiamo considerarla un arma a proprio favore, della quale però non bisogna abusare, ogni donna deve essere consapevole di potercela fare e deve mettercela tutta per riuscirci con le proprie forze, ma nel momento in cui questo non accade è bene sapere che un alternativa c’è. 
Inoltre credo che l’esperienza del parto sia influenzata da diversi fattori come il vissuto della donna, la sua preparazione fisica, il suo stato di benessere psicofisico e il suo stile di vita, ecco perchè non tutte le donne affrontano il travaglio nello stesso modo, e a fronte di ciò non mi sento di consigliare epidurale si o epidurale no, piuttosto ho sempre invitato le donne che ho seguito in travaglio a provare a farcela con le proprie forze utilizzando le risorse endogene che il nostro corpo ci mette a disposizione per alleviare il dolore, cosa che personalmente spiego nei corsi di preparazione al parto ecco perchè vi sottolineo ancora una volta quanto possano esservi utili. 
Episiotomia si o no? 

NO, a meno che non sia necessaria. L’episiotomia previene le lacerazioni interne del canale vaginale e nel momento in cui ci si accorge che il periodo espulsivo si sta prolungando oltre i tempi o insorge qualche complicazione è opportuno intervenire; in caso di un parto fisologico che procede tranquillamente non è necessaria, soprattutto se la donna ha fatto una buona preparazione del perineo.
Cesareo programmato o parto naturale (ovviamente se non ci sono complicazioni)? 
Ovviamente parto spontaneo, penso che per ogni donna sia l’esperienza più forte, dolorosa ma  allo stesso tempo splendida che possa esserci, ti permette di avere il contatto diretto con tuo figlio subito dopo il parto, di poterlo toccare, abbracciare e iniziare nell’immediato ad allattarlo. 
La ripresa da un parto spontaneo, inoltre, è molto più semplice rispetto a quella da un taglio cesareo, dopo 2/3 ore riuscirete gia ad alzarvi da sole e dal giorno dopo vi potrete dedicare interamente al vostro piccolo. Quindi: assolutamente parto spontaneo! Salvo complicazioni, ovviamente!
Latte materno o artificiale?
Penso che ormai tutto il mondo sia d’accordo sugli infiniti benefici che il latte materno conferisce al bambino in termini di salute e crescita, diminuendo l’insorgenza di allergie, patologie del tratto intestinale, obesità, diabete e tanto altro, contribuendo anche allo sviluppo psicomotorio del bimbo, oltre al fatto che stabilisce e rafforza la relazione tra madre e bambino. 
E anche voi mamme ne trarrete beneficio, non solo in termini economici, ma anche perchè il gesto che il bambino fa quando ciuccia il latte stimola il vostro utero a contrarsi perchè aumenta l’ossitocina e vi riduce quindi il rischio di sanguinamento nel post- partum, inoltre favorisce un minor rischio di sviluppo del cancro ovarico e tumore al seno in età più avanzata.
Quindi ricordatevi che il latte materno è il miglior alimento per tutti i lattanti, inclusi i neonati premauri e malati, tranne per qualche rara eccezione.
Spesso le donne dicono di non avere latte e smettono di allettare…il tuo punto di vista in merito?
E’ vero, purtroppo questa è una delle affermazioni che ho sentito più volte e io credo che queste donne debbano solo avere un sostegno maggiore dopo il parto facendosi spiegare esattamente quali posizioni adottare e quali piccoli accorgimenti avere per facilitare questo processo. Infatti almeno che non sia presente una patologia tutte le mamme hanno il latte, bisogna solo sforzarsi e invitare il bambino ripetutamente ad attaccarsi, magari facendosi prima uscire una goccina di colostro dal capezzolo in modo che il bimbo possa sentirne l’odore ed esserne attratto. Il nostro compito è prorpio quello di incoraggiare la madre a non perdersi d’animo e ad avere fiducia in se stessa, ricordandole che l’allattamento al seno è il primo grandissimo regalo che sta facendo a suo figlio.

Grazie Anna 🙂

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