Isola del Giglio: un gioiello tutto italiano

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L’arcipelago toscano è composto da 7 isole, una delle quali è la bellissima Isola del Giglio, piccola ma non per questo priva di cose da vedere. Come molte isole di non grandi dimensioni, offre spiagge e scorci che restano nel cuore di chi la visita.

 

Come si raggiunge l’isola?

 

L’isola del Giglio è raggiungibile tramite traghetto da Porto Santo Stefano. La distanza è molto breve, circa un’ora di traghetto, e viene percorsa da numerose imbarcazioni durante il giorno.

È possibile trasportare il proprio veicolo, ma attenzione nei mesi estivi di luglio e agosto in cui non è possibile portare liberamente la macchina sull’isola, ma è necessaria un’autocertificazione per poterla fare entrare. Questo proprio perché l’isola è piccola, in estate si affolla e si rende necessario limitare la circolazione di veicoli.

Le compagnie che operano il trasporto, offrono vari pacchetti tra cui scegliere: quello famiglia per chi viaggia con i figli, la possibilità di portarsi la moto e la macchina e molto altro. La brevità del tragitto non consente grandi attività a bordo, ma vi potrete rilassare godendovi il mare che vi circonda. Se non sai cosa vedere in un giorno all’isola del Giglio leggi qui.

Curiosità sull’isola del Giglio

 

L’isola ha una superficie di 23,80 km quadrati, per una popolazione di poco più di 1000 persone. Nonostante questo non ha pianure, e arriva a sfiorare i 500 metri di altezza con il Poggio della Pagana.

Il clima mediterraneo mite, le regala la grande fortuna di avere poche precipitazioni cosa che la fa riempire di turisti in ogni periodo dell’anno. Grazie a questo flusso turistico costante, la piccola isola nel cuore del Mar Tirreno, è ricca di b&b e hotel che si affacciano su panorami indimenticabili.

L’Isola ha una lunga storia che parte dagli Etruschi, passa per Carlo Magno e vede il suo apice con l’Impero Romano.

L’Ansonaco

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L’isola del Giglio, ha un forte e consolidato passato in tema di viticoltura. Fino agli 80 era possibile vedere contadini che coltivavano le loro vigne di uva Ansonica, tipica dell’isola, oggi ci si concentra di più sul far funzionare il turismo lasciando da parte il lavoro prezioso della coltivazione.

Questo non significa però che si sia smesso del tutto di farlo: a Giglio Castello è possibile trovare cantine che offrono degustazioni di questo prezioso vino. A fine settembre tutte le cantine saranno aperte, dando vita ad una festa in cui sarà possibile assaggiare le varie tipologie di Ansonico prodotte.

Con il progresso, purtroppo o per fortuna, si perdono le tradizioni e il lavoro dei campi viene lasciato da parte, anche se oggi sembra che ci sia un ritorno a queste vecchie e sane abitudini.

L’Isola del Giglio è un piccolo gioiello del Tirreno, in cui perdersi tra i vicoli o sedersi in uno dei tanti bar di Giglio Porto mentre vi recate a vedere le rovine dell’impero romano, che qui è arrivato grazie alla famiglia dei Domini Enobardi, che hanno reso l’isola modo centrale degli scambi marittimi tra province.

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