La crescita senza frontiere delle frodi su internet

frodi su internet

Carte di credito, criptovalute o piattaforme di pagamento come PayPal o Booker, affitti, vendite e scommesse online.

Negli ultimi due anni le frodi nel settore del commercio elettronico sono aumentate in maniera esponenziale, tanto da allarmare in maniera seria addetti ai lavori e autorità.

Quelle appena citate sono solo alcune delle principali attività alle quali si riconducono vendite non dichiarate, fatture irregolari o addirittura truffe attraverso lo schema Ponzi.

Di cosa si tratta questo schema? È un modello economico di vendita truffaldino attraverso il quale vengono garantiti importanti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa.

È successo in India, dove gli uomini d’affari Amit e Vivek Bharadwaj sono stati arrestati con l’accusa di aver frodato 8.000 investitori con una truffa di 2 miliardi di rupie, vale a dire 300 milioni di dollari. I fratelli truffatori avevano creato un piano di investimenti su una piattaforma basata su cloud per il trading e l’estrazione di Bitcoin. La piattaforma si è rivelata una truffa, che garantiva un rendimento mensile del 10% entro 18 mesi, a partire da un token la cui offerta di valuta iniziale è stata considerata una frode, perché gli imprenditori avevano manipolato il prezzo ben oltre il suo valore di mercato.

Gli acquisti online, al pari del gioco d’azzardo sul web, sono ormai attività economiche assolutamente redditizie e, grazie ai progressi della tecnologia, facilmente accessibili e semplici da usare.

Chiunque può infatti scommettere stando comodamente sul divano di casa oppure effettuare un acquisto dal suo computer: il numero gamblers online e di utenti che praticano shopping sul web è cresciuto in maniera incredibile. Un’ascesa rapidissima, che ha costretto imprenditori e commercianti ad accettare forme di pagamento elettronico, al fine di mantenersi al passo con i tempi ed attrarre nuova clientela. Carte di credito, di debito, assegni elettronici, assegni certificati, bonifici bancari, Bitcoin e persino vaglia postali non sono solo le opzioni di pagamento disponibili. Sono i target delle frodi su transazioni economiche.

Per i giochi online esistono, secondo gli esperti di Giochi di Slots, due tipi principali di pericolo. Le frodi esterne e le frodi interne.

Il primo caso è quello più comune: con società e compagnie che vengono attaccate da hacker o truffatori esterni, anche in caso di brand mondiali, che dispongono di siti sicuri e non a rischi. È il caso, ad esempio, di un uomo inglese che ha perso quasi 12.000 sterline: alcuni truffatori, utilizzando credenziali d’identità rubate, hanno effettuato 110 transazioni fraudolente su un sito di gioco d’azzardo online. I truffatori, infatti, cercano di monetizzare le credenziali rubate sottoscrivendo nuovi conti apocrifi o utilizzandone alcuni già esistenti per rubare account o effettuare scommesse fraudolente.

Più rare, invece, le frodi interne, cui si ricorre meno frequentemente, e che vengono perpetrate da qualcuno all’interno dell’azienda, approfittando quindi della sua conoscenza della società e del suo funzionamento per realizzare una truffa. Un dipendente qualsiasi, con cattive intenzioni, potrebbe ingannevolmente creare un’intera organizzazione configurata per frodare potenziali giocatori d’azzardo.

E quello del gambling è ovviamente un piatto ricchissimo su cui tuffarsi. Il giro d’affari online potrebbe toccare la cifra di 1 trilione di dollari entro il 2021, e si prospetta inoltre che il mercato globale delle scommesse da mobile aumenteranno con un tasso di crescita annuo del 18,84% nel periodo 2018-2021. Insieme ad esso però sta crescendo anche il numero di frodi e truffe, costringendo gli operatori del settore a elaborare continuamente nuovi metodi di sicurezza, prendendo più precauzioni e assicurandosi che gli utenti siano protetti, in particolare nel nostro Paese per i casinò online che fanno capo ad AAMS.

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