La storia millenaria del rossetto rosso, simbolo di seduzione e lotta per l’indipendenza delle donne

rossetto-rosso

Nella moda, poche cose sembrano essere state immortali e rivoluzionarie quanto il rossetto rosso. Questo prodotto cosmetico vanta infatti una storia millenaria e ha aiutato le donne a conquistare diritti nei secoli.

Le origini del rossetto rosso

Il colore rosso, soprattutto quello intenso tipico dei rossetti, è spesso associato all’amore e alla passione. Ne sono la prova le atmosfere in tinte porpora del musical Moulin Rouge, acquistabile ancora oggi in DVD e Blu-ray su Feltrinelli, che racconta la tragica storia d’amore tra i personaggi interpretati da Ewan McGregor e Nicole Kidman, i simboli utilizzati dalla slot machine dedicata all’amore passionale Burning Desire del casinò online Betway Casinò, tra cui spiccano un cuore lambito dalle fiamme e una rosa cremisi, o le copertina di libri come La ragazza che hai lasciato di Jojo Moyes edito da Mondadori in cui il rosso è uno dei colori predominanti.

La lunga storia del rossetto rosso ha però fatto sì che a questo prodotto cosmetico non siano stati associati solo temi come amore e passione ma anche quelli relativi all’indipendenza e alla vittoria. Quel che è certo è che il rossetto rosso è amato dalle donne, ma non solo, da millenni. Un rossetto sotto forma di crema da applicare con un pennellino, è infatti stato rinvenuto nella tomba della regina sumera Shubad risalente al 2800 a.C.

Gli antichi, infatti, sembravano amare particolarmente questo colore tanto che nell’Antico Egitto questo veniva usato sia dagli uomini che dalle donne, mentre i romani lo applicavano perfino alle statue durante le celebrazioni religiose e lo chiamavano purpurissum.

rossetto-rosso
Photo by Andrey Zvyagintsev on Unsplash

L’unica eccezione riguarda gli antichi greci che consideravano il rossetto rosso degno solo delle prostitute e troppo volgare per essere indossato dalle “donne perbene”.

Questa idea fu diffusa anche nel medioevo, epoca durante la quale si pensava che il rossetto rosso inducesse in tentazione. Questa tonalità di trucco fu nuovamente sdoganata nel Rinascimento dalla regina Elisabetta I tanto che sono molti i quadri che raffigurano la regnante inglese sfoggiare labbra dal colore intenso. Se pare che la prima matita per labbra sia nata proprio alla sua corte, sotto forma di bastoncino con in cima il pigmento, tra gli ingredienti utilizzati spiccava il piombo, elemento che secondo molti portò Elisabetta alla morte.

Nei secoli successivi il rossetto rosso venne sia amato che odiato in diverse fasi.

L’esuberante corte francese di Maria Antonietta, ad esempio, non si tirava indietro quando si trattava di sperimentare con le tinte forti, mentre il parlamento inglese provò perfino a bandire l’uso di questo tipo di rossetto perché rendeva le donne troppo seducenti e quindi gli uomini facilmente manipolabili.



Il rossetto come simbolo di emancipazione e liberazione

Sotto il regno della regina Vittoria, detto periodo vittoriano, le donne optarono per uno stile più morigerato preferendo un look pallido che non desse nell’occhio, cosa che significò una brusca battuta d’arresto per l’utilizzo di questo colore, considerato troppo vistoso e squillante. Queste tendenze reazionarie ebbero però fine con l’avvento del movimento delle suffragette all’inizio del XX secolo che utilizzò il rossetto rosso come simbolo di emancipazione e libertà.

Fu proprio in questi anni che nacque il primo rossetto in stick come lo conosciamo oggi, prodotto da Roger&Gallet, tra i cui ingredienti spiccavano insetti macinati e olio d’oliva. Il legame tra make up e movimenti delle donne si vide anche nella partecipazione della fondatrice dell’omonima azienda di cosmetici Elizabeth Arden alle marce delle suffragette, durante la quale distribuiva rossetti rossi alle partecipanti, e nella raffigurazione di donne con labbra vermiglie sui poster a favore del voto per le donne.

Come, paradossalmente, succede durante tutte le crisi, il numero di rossetti venduti aumentò durante la seconda guerra mondiale grazie anche alla propaganda statunitense che, conoscendo bene l’avversione che Hitler aveva per questo tipo di cosmetico, produsse volantini in cui le donne raffigurate sfoggiavano rossetti porpora, creando così un legame tra l’utilizzo del rossetto e la vittoria della guerra.

Da allora il rossetto rosso non andò mai in disuso: venne amato dalle grandi attrici dell’epoca d’oro di Hollywood come Liz Taylor e Marilyn Monroe ed entrò stabilmente a far parte dei trucchi utilizzati da quasi tutte le donne.

Le principali case produttrici di prodotti di cosmesi iniziarono a creare anche diversi tipi di rossetto offrendo così una vasta scelta, che va dai colori più aranciati fino a quelli ciliegia la cui texture può essere più brillante e liquida o più opaca, e producendo alcune tinte iconiche ora entrate nella storia del make up come Russian Red di Mac ed Everything’s Rosy di Revlon.

Sebbene il ruolo del rossetto rosso nelle lotte delle donne si sia oggi ridimensionato, questo ha rifatto una sua apparizione recentemente sulle labbra delle manifestanti in Cile e a Washington andandoci ancora oggi a ricordare che questo cosmetico non serve solo a farci belle ma che il suo colore intenso può essere anche associato alla forza e alla libertà.

 

Se il rossetto rosso è sicuramente un simbolo di passione e seduzione, la sua storia millenaria ha fatto sì che questo cosmetico sia stato presente durante alcuni dei cambiamenti storici più importanti per il mondo a partire dall’antichità fino a oggi.

Recommended Posts

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.