Low cost high value: nuova tendenza sociale

low cost high value

Dall’automobile al vestito, dal cibo all’assicurazione, lo stile di vita low cost hogh value permette di risparmiare e di essere trendy.

Low cost, due piccole parole in inglese che racchiudono molteplici significati e che letteralmente vuol dire a basso costo.

Quando si pensa a questa combinazione di parole vengono subito in mente gli aerei a prezzi stracciati, ma ormai è un vero e proprio stile di vita diffuso in ogni ambito.

Attenzione e parsimonia fanno tendenza con il low cost high value.
In Italia i prezzi bassi vanno accompagnati con la qualità a basso costo, in quanto spendere meno non necessariamente vuol dire vivere peggio o accontentarsi; infatti «Il low cost di qualità in Italia nel 2008 ha fatturato 55 miliardi di euro» calcola Andrea Baracco, vicepresidente della Assolowcost, l’associazione che riunisce aziende che producono beni «low cost high value», come i mobili Ikea, le auto Dacia e gli attrezzature della Decathlon.

Nove italiani su dieci adottano il low cost high value e per comodità faccio un elenco delle più comuni abitudini.

1. Il viaggiatore che acquista, per la sua famiglia e i suoi spostamenti, un’auto low cost.
2. Il modaiolo, che pur di non rinunciare all’abito firmato, cerca occasioni e affolla outlet di tutti i tipi, sia in Italia sia oltreconfine.
Pullman di linea portano agli outlet ogni giorno anche migliaia di passeggeri atterrati con voli low cost a Milano e Torino.
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Per i fashion addicted, le trasferte per lo shopping a Londra, con voli low cost e notte in bed & breakfast, sono una normale routine in presenza di sconti del – 70 per cento presso Harrods o altre catene da sogno.
I capi griffati sono abbinati con maestria ad abiti di tendenza a basso costo, per un look complessivo impeccabile.
Chi vuole risparmiare trova in internet un grande alleato per imparare a creare trucchi home made – come ciprie e rossetti – affittare accessori griffati solo per una sera e comprare vestiti usati.
A Londra ci sono gruppi di amici e amiche che mettono in comune il guardaroba e addirittura l’armadio.
3. Il genitore che cerca di far quadrare il bilancio familiare; ad esempio poichè i prezzi del latte in polvere sono davvero alti – ad esempio una confezione può arrivare anche a 30 euro nelle farmacie italiane – in molte città i genitori hanno creato gruppi di acquisto solidale (Gas).
Si risparmia fino al 50 % anche negli outlet del pannolino, acquistandone a 15 centesimi l’uno contro i 30 del supermercato.
Gli scambi di vestiti, bavagli e scarpe per bambini, in America, ha dato vita allo«swap party»in cui si permutano anche giocattoli, passeggini e seggioloni.
Non si spende un euro, basta contribuire con oggetti in buone condizioni.
4. Il tecnologico che acquista netbook economici, che vengono incontro alle nuove esigenze, e smartphone che funzionano con due sim.
5. Il biogustaio che crea l’orto di casa, coltivando sulla terrazza verdure ed erbe aromatiche.
Secondo la Coldiretti, acquistare i prodotti alimentari direttamente dal contadino, o nel «farmer market» di città, fa spendere il 30 per cento in meno.
Stesso vantaggio vale se si scelgono frutta e verdura locali e di stagione o se si fa parte di un Gas.
Con un po’ di manualità e fantasia si può fare tutto in casa, dalla marmellata allo yogurt, fino ad arrivare al pane, la vera mania del momento.
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La preparazione richiede mezz’ora per una spesa di 60 centesimi al chilo, contro i 3 euro o più pagati dal fornaio.
I prodotti sfusi e «alla spina» sono un’altra novità del low cost alimentare, che permetto di spillare acqua, vino, olio, detersivi, caffè, pasta, riso e latte fresco a 1 euro al litro.
I ristoranti con menu «a km zero» permettono di non inquinare e di risparmiare, e sono molto diffusi in Veneto, a Roma e in Campania.
6. La casa low cost high value è arredata con mobili Ikea, lampade a energia solare ed impianto fotovoltaico per multiproprietà.
7. Il previdente che assicura la propria auto con una compagnia online, soluzione che permette un risparmio medio del 20 per cento rispetto alle polizze tradizionali.
Il risparmio deriva dall’assenza di intermediari e dalla gestione in tempo reale di preventivi e denunce.
Il mutuo, come l’assicurazione, può essere online – soluzione che mette a confronto le offerte di 40 banche.
«Scegliere i servizi online è tipico della net generation» spiega Andrea Baracco «ma sta contagiando anche i più anziani. «Perché il web dà la sensazione di essere artefici del proprio risparmio e permette di calcolare preventivi senza essere sommersi dalle chiacchiere di un venditore».
La concorrenza c’è anche nel settore elettricità, con tariffe tutto compreso.

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