Maternità e lavoro: diario di una mamma

maternità e lavoro

Maternità e lavoro: oggi Francesca ci parla del suo lavoro e di come pensa di affrontarlo con il suo secondo figlio e la gravidanza.

Rientro dalle vacanze si ricomincia a lavorare… la scrivania piena di raccomandate da ritirare e la previdenza professionale che mi ricorda che a breve il mio conto corrente verrà abbondantemente alleggerito…come se le tasse e le spese affrontate durante l’anno non fossero state sufficienti…
Comincio a rispondere alle prime mail e subito mi viene in mente che al termine della maternità dovrò necessariamente trovare una soluzione per questo puntino che giorno dopo giorno diventa sempre più grande dentro di me.

Mamma in gravidanza

Sebbene per il primo figlio il distacco è stato molto più semplice, complici forse i 28 anni, ora come ora l’idea di lasciare nelle mani di un’estranea, fidata che sia, il mio tanto desiderato figlio proprio non riesco a mandarla giù.
Chissà quante mamme stanno pensando la stessa cosa adesso!!
E’ indiscutibile che per tutte le donne, dalla spazzina alla ricercatrice, dalla cameriera all’ingegnere, allontanarsi dal proprio bambino a pochi mesi dalla nascita non è mai semplice.

LAVORO E GRAVIDANZA

Chiacchierando, con le mie amiche e colleghe, mamme o aspiranti tali, mi rendo conto che tutto ciò rappresenta davvero un problema e non solo di natura “sentimentale”; infatti, le famiglie meno fortunate che non possono fruire full time dell’assistenza dei nonni, sono costrette a sobbarcarsi di spese immani per l’asilo nido privato o per baby sitter qualificate.
maternità e lavoro
Se non altro per le madri che riescono a portarsi a casa uno stipendio cospicuo o hanno avuto la fortuna di ottenere il mitico “posto fisso” nel settore pubblico con tutte le indennità connesse, questo processo, seppur indubbiamente dolente, è di certo più digeribile. Che dire, però, di coloro che a fine mese si ritrovano, al netto dei suddetti costi, ad aver effettivamente guadagnato poco o nulla o a chi come me ha appena avviato un’attività professionale e si trova sobbarcata da impegni economici non indifferenti?
Purtroppo, da quello che ho potuto constatare, molte di noi, le più fortunate, si “arrendono”, decidono di dedicarsi interamente alla famiglia, altre, spinte spesso dalla necessità, vivono giornate intere tra vorticose corse in macchina tra parenti, collaboratrici e ludoteche, per non parlare delle laureate che abbandonano ogni sogno di carriera per ripiegare sui 400 euro, pochi ma certi, dei call center.
Per quanto mi riguarda ho deciso di lottare finché potrò per quello che ho costruito con sangue e sudore, razionalizzando al meglio il tempo e le risorse a mia disposizione con la consapevolezza che a breve verrà anche per me il momento di lasciare il mio piccolino, con la speranza di fare la cosa giusta per me e per lui.
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