Il McDonald’s cita in giudizio Milano ed intanto arriva Prada

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Dopo le questioni politiche ora i milanesi si dividono anche per due schieramenti: chi vota per il food porn e chi per la moda.

Ma la questione è in realtà più complicata perchè questa volta a sfidarsi sono due colossi mondiali: McDonald’s e Prada.

Ma partiamo con ordine per cercare di capirci qualcosa. Ecco cosa è davvero successo per gli amanti delle hamburger e delle patatine fritte.

Qualche mese fa McDonald’s, la catena americana di fast food ad alto tasso calorico e dai panini morbidi e pacioccosi deve rinunciare al contratto di locazione per continuare a svolgere la sua attività presso gli edifici della Galleria Vittorio Emanuele.

Il motivo? Il contratto è scaduto ed il Comune di Milano bandisce un’asta dove uno dei requisiti fondamentali per la locazione è l’investimento in tecnologia.

A questo punto la McDonald’s, che a parte la catena umana di farcitura dei panini tecnologica non è, non può fare la propria offerta come del resto fanno Apple ed a tante altre aziende e tra queste Prada.

Risultato: vince Miuccia e la McDonald’s si arrende offrendo ai cittadini di Milano durante l’ultimo giorno di apertura panini e cibo gratis per tutti, manco fossimo in un clima di guerra.

Dopo la chiusura McDonald’s cita in giudizio il Comune di Milano per lo svolgimento dell’Asta: All’inizio pensavano che la decisione dello sfratto fosse legittima poi invece abbiamo visto che è inspiegabile – spiega Roberto Masi.

Non ci hanno permesso di partecipare all’asta del rinnovo perché l’oggetto della delibera comunale prevedeva una attività a prevalenza tecnologica.

Non abbiamo la convinzione che Prada sia molto più tecnologica di noi, quindi all’interno ci vediamo veramente una ingiustizia, e per questo abbiamo fatto causa al Comune di Milano chiedendo dei danni.

A questo punto ora bisogna capire la tecnologia di Prada…

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