La preghiera buddista Nam Myoho Renge Kyo

preghiera buddista Nam Myoho Renge Kyo3

La preghiera buddista Nam Myoho Renge Kyo è la giusta ricetta per trovare la felicità.

Nella pratica del Buddismo di Nichiren Daishonin la preghiera ha un’importanza centrale ed in particolar modo la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo.

Come recitare la preghiera buddista Nam Myoho Renge Kyo

Sedetevi con la schiena ben diritta, unite le mani davanti al petto, tenete gli occhi aperti e ripetete più questa frase ad alta voce “Nam Myoho Renge Kyomantenendo” con lo stesso ritmo e scandendo bene ogni termine con voce chiara.
Recitate la preghiera davanti ad una parete nuda per non perdere la concentrazione, finché non vi sentite soddisfatti.
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Chi è Nichiren Daishonin?

Nichiren Daishonin è considerato un grande riformatore del Buddismo medievale giapponese. La sua dottrina si basa sul Sutra del Loto, predicato da Shakyamuni, e sugli insegnamenti dei filosofi T’ient-t’ai.
Nacque in Giappone nel 1222, in un’epoca devastata da disordini sociali e disastri naturali.
A sedici anni divenne monaco, dedicandosi totalmente agli studi buddisti da allora si dedica con grande energia a incoraggiare i suoi seguaci a credere profondamente in Nam-myoho-renge-kyo:

  • come il mezzo per manifestare la loro innata natura di Budda,
  • per affrontare con successo le prove della vita quotidiana
  • per stabilire uno stato di felicità indistruttibile in questa esistenza rafforzando le qualità di coraggio, saggezza, fiducia, forza vitale e compassione.

Allora, cosa significa Nam-myoho-renge-kyo?
La frase si può tradurre letteralmente: “Mi dedico al Sutra del Loto della Legge meravigliosa”.
In alcuni dei suoi numerosi scritti il Daishonin analizza il profondo significato di ogni carattere.
In un altro scritto il Daishonin associa i singoli caratteri alle parti del corpo: rispettivamente testa, gola, petto, addome e gambe.
Ciò significa che il principio mistico che governa il cosmo non è in alcun modo separato dalla realtà concreta della vita.
preghiera buddista Nam Myoho Renge Kyo3
Quando invochiamo la Legge mistica, manifestando la nostra natura più elevata e illuminata, ispiriamo le persone intorno a noi a lottare per realizzare un modo di vivere più creativo, compassionevole ed elevato.
Questo sviluppa un “circolo virtuoso” di reciproco incoraggiamento volto a celebrare l’infinito valore e dignità della vita umana.
Il Daishonin usa una metafora poetica per descrivere questo processo: «Quando un uccello in gabbia canta, i molti uccelli che volano in cielo si raccolgono tutti immediatamente intorno a lui e, vedendoli, l’uccello in gabbia si sforza di uscire» (Conversazione tra un santo e un uomo illuminato, RSND, 1, 118).
Allo stesso modo, quando con la bocca recitiamo Nam-myoho-renge-kyo, la natura di Budda, richiamata, invariabilmente emergerà.
Secondo l’insegnamento del Daishonin, attraverso la recitazione di Nam-myo-renge-kyo si può attivare la condizione vitale più elevata: la “natura di Budda”.
Questo potenziale – presente in ogni forma di vita – è la stessa Legge mistica che permea l’intero infinito universo. La preghiera è il costante processo di riallineare le nostre singole vite (“piccolo io”) con tutti i loro impulsi e desideri, con il ritmo dell’universo vivente (“il grande io”).
Buddisti e felicità
A dare la prova scientifica degli effetti benefici sulla psiche di chi ha abbracciato gli insegnamenti del Dalai Lama, sono due diversi studi americani pubblicati sulla rivista New Scientist.
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Nella prima ricerca, gli esperti del San Francisco Medical Center dell’Università della California, hanno scoperto che praticare la meditazione, tipica della religione buddista, contribuisce a tenere sotto controllo l’amigdala – l’area cerebrale collegata alla paura.
I fedeli di questa religione sono meno impressionabili, frustrati, stressati e aggressivi degli altri.
Il secondo studio, condotto da un gruppo di neurologi della Wisconsin University a Madison, ha rivelato un’intensa attività del lobo pre-frontale – collegata alle emozioni positive e all’autocontrollo, che giustifica il perchè siano più predisposti alla calma e al buon umore.
La meditazione
Per meditare trovate un luogo tranquillo e del tempo libero, lasciando per un attimo pensieri e fretta.
Una volta scelta la stanza, incrociate le gambe con schiena ben dritta, collo e testa naturalmente eretti e chiudete gli occhi.
Le prime volte fatelo solo per qualche minuto, respirate lentamente e ripetete il mantra universale o individuale, da soli o in gruppo.
Solitamente la tecnica meditativa consta di tre fasi:

  • la respirazione profonda, per calmare la mente;
  • il canto del mantra, per suscitare sentimenti positivi
  • la fase meditativa vera e propria, una fase silenziosa di concentrazione

 

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5 Comments

  1. Il maestro è Daisaku ikeda presidente della Soka Gakkai , il Dailama è un’sltra scuola buddista. Siccome è un bel articolo fatto molto bene e spiegato benissimo era giusto vompletarlo con informazioni dettagliate. Grazie di cuore

  2. Lo conoscevo, ma recitarlo con un sottofondo di supporto é ancora più bello e coinvolgente.
    Grazie

  3. Ops…ho più di 45 anni…niente mantra?

  4. Bellissimo articolo
    Brava


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