Slow Fish: che pesci prendere?

slow fish

Slow fish è una manifestazione gastronomica, che si terrà da oggi al 20 maggio, presso il Porto Antico di Genova; l’obiettivo è quello di promuovere un approccio eco-sostenibile alla pesca.

Pescatori, biologi ed esperti del settore, spiegheranno come rispettare il mare e come creare una convivenza positiva tra uomini e mare.

Ognuno di noi, grazie ai consigli di slow fish, può dare una mano a salvare il mare e a rispettare i suoi abitanti.

Prima di tutto scegliamo un pescivendolo di fiducia, che sia competente nel guidarci nelle nostre scelte.
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Prestiamo sempre attenzione alla taglia dei pesci che desideriamo acquistare; quelli al di sotto dello standard, sono stati pescati quando erano troppo giovani, ostacolando la riproduzione di quella specie.
Infatti solo i pesci maturi possono riprodursi e garantire la sopravvivenza della loro specie di appartenenza.
Compriamo prevalentemente il pesce catturato nell’Atlantico nord-orientale, nel Mediterraneo e nel Mar Nero.
Così come per verdure e frutta, anche i pesci variano a seconda delle stagioni, se si rispettano i tempi di riproduzione e la provenienza dai mari che ho elencato prima.

DA EVITARE:

Il tonno rosso, il pesce spada, i datteri di mare, che sono tutte specie in via di estinzione; in particolare i datteri di mare raggiungono l’età adulta in 10 anni e per prelevarli dalle rocce, bisogna far esplodere tratti di costiere.
Gamberi tropicali, business che spesso sfrutta i lavoratori ridotti in schiavitù; il Pangasio, allevato in Vietnam alle foci del fiume Mekong, uno dei corsi d’acqua più inquinati
Il Salmone allevato, nutrito con mangimi prevalentemente composti da antibiotici; il Merluzzo dell’Atlantico, la cui popolazione è a rischio di sfruttamento.

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