Stalker significato, come riconoscerlo e prevenire il peggio

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Stalker significato: approfondimenti ed accorgimenti per comprendere tempestivamente il rischio che stiamo correndo.

Approfondiamo oggi il triste fenomeno dello stalker significato. La cronaca nera, specialmente negli ultimi anni, è purtroppo sempre più funestata da episodi di violenza contro le donne, spesso fra la cerchia di frequentazioni della vittima. Quasi sempre queste vicende rappresentano degenerazioni estreme di casi di stalking che non sono stati riconosciuti e fermati in tempo da chi li subisce, magari per superficialità o perché si sottovaluta il fenomeno.
Vediamo quindi di capire meglio lo Stalker significato e come fare per riconoscerlo e tutelarci.

Stalker significato: il persecutore.

La parola stalking deriva dall’inglese “to stalk”, che letteralmente significa camminare furtivamente. Individua più precisamente il cacciatore in agguato. Lo stalker, infatti, è colui che perseguita qualcun altro, lo segue costantemente, lo molesta ponendo in essere ripetuti atteggiamenti di pedinamento o appostamenti presso l’abitazione ed i luoghi frequentati dalla vittima. Ingenera in quest’ultima stati di ansia, persecuzione, paura. Arriva a rendere impossibile un normale proseguimento della vita stessa della persona perseguitata.
Si può perseguitare anche attraverso l’invio continuo ed ossessivo di messaggi, mail, lettere, specialmente dal tono minaccioso.
Lo stalker è quasi sempre un ammiratore malato della sua vittima, oppure un ex partner respinto.
Colui, insomma, per il quale l’oggetto del desiderio diventa una vero e propria ossessione al limite con la psicopatologia.

Lo stalker: come riconoscerlo.

Ma come fare a renderci conto se quello che stiamo subendo è un vero e proprio stalking?
Il confine tra ciò che è lecito e ciò che diventa penalmente rilevante è rappresentato anzitutto dallo stato d’animo di chi vive tale situazione: perché infatti si possa parlare di stalker è necessario che la vittima percepisca questi atteggiamenti come una vera e propria persecuzione, che determina tati d’ansia ed il timore per la propria stessa incolumità fisica.
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E’ necessario, poi, che l’atteggiamento persecutorio venga protratto per un importante lasso di tempo, mesi o addirittura anni, e non cessi a seguito della richiesta della vittima di porre fine a tali comportamenti.
E’ sempre opportuno cercare di parlare, ove possibile, con il nostro presunto persecutore, facendo chiaramente capire che non gradiamo ricevere quel tipo di attenzioni e di smettere immediatamente di continuare a chiamarci o seguirci.
Ove, appunto, il molestatore non riesca a fermarsi, non capisca di aver superato il limite di ciò che è consentito, e continui nei propri comportamenti persecutori allora possiamo senz’altro parlare di stalking.

La tutela della legge contro atti persecutori

Denuncia per stalking
In Italia le condotte tipiche dello stalking configurano il reato di “atti persecutori”, previsto dall’art. 612 del codice penale che così recita: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.
A questo si aggiungono alcune norme accessorie, ad esempio l’aumento di pena in caso di recidiva o se il soggetto è un minore. Lo stalking costituisce poi un’aggravante in caso di omicidio o violenza sessuale e dà la possibilità di ricorrere alle misure probatorie previste per i reati più gravi, quali ad esempio le intercettazioni telefoniche.

Le associazioni anti-stalker

La prima regola in casi di stalking è mai sottovalutare il problema. Se riteniamo di essere vittime di uno stalker, rivogliamoci alle forze dell’ordine o contattiamo un legale che possa aiutarci.
Negli ultimi anni, a seguito di moltissimi casi di cronaca, anche nera, legati al fenomeno dello stalking sono infatti nate numerose associazioni e gruppi di ascolto delle vittime di questo reato; prima fra tutte, “Doppia Difesa”, creata nel 2007 dalla showgirl Michelle Hunziker e dall’avvocato Giulia Mezzogiorno, molto attiva nel settore. Ma anche i centri antiviolenza attivi in tutto il territorio italiano potranno offrire supporto psicologico e giuridico a chi è vittima di stalker.

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