Surriscaldamento globale

Gli effetti  negativi del surriscaldamento globale della terra sono mitigati dagli oceani, che assorbono la gran parte del calore: ma per quanto potranno aiutarci ancora?

 
 
Cosa causa il surriscaldamento globale?
All’inizio del 2017 la concentrazione di CO2 in aria ha superato le 405 parti per milione ed erano anni che non si vedeva qualcosa del genere.
Questo gas inodore ed incolore è il responsabile del riscaldamento globale del pianeta.
surriscaldamento globale
Dal 1971 al 2010 i primi 75 metri dei nostri mari si riscaldano di più di un decimo di grado ogni 10 anni; questo processo ormai non si stoppa più e ci sta dando tempo prezioso per affrontare il problema del cambiamento climatico, nonostante non sappiamo per quanto altro tempo durerà.
Il Mediterraneo si sta tropicalizzando, garantendo la proliferazione di specie animali e vegetali nuove e tipiche di altri ecosistemi.
La circolazione oceanica globale – il termostato del pianeta, che ne regola il clima – inizia a non riuscire a svolgere bene la sua mansione come un tempo; in alcuni punti le acque troppo calde sbilanciano i delicati equilibri di sprofondamento e risalita delle acque dense.

SURRISCALDAMENTO GLOBALE ARTICOLO DEL POST

Ieri il famoso giornale Il Post ha pubblicato un articolo al quanto sconcertante con il titolo: “L’apocalisse che ci siamo creati da soli”.
surriscaldamento globale
Emerge una panorama molto pessimistico dovuto al comportamento scorretto dell’uomo, che nonostante i molteplici avvertimenti continua a sfruttare la sua casa principale: la terra.
Ecco cosa afferma Il Post:

“Entro pochi decenni – pochi decenni – buona parte della città di Miami, in Florida, non esisterà più: sarà sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico che si saranno alzate di diversi metri a causa del riscaldamento globale. Molte altre città costiere, come quelle del Bangladesh, finiranno sott’acqua in un processo che secondo gli scienziati è ormai inevitabile, anche se smettessimo di colpo di bruciare combustibili fossili nei prossimi dieci anni. In mancanza di una radicale riduzione nella produzione dei gas serra, poi, nei prossimi decenni avremo ricorrenti uragani, tempeste e inondazioni dalla portata straordinaria, lunghi periodi di siccità che distruggeranno i raccolti e avranno pesanti conseguenze economiche, nuove epidemie di malattie ormai dimenticate, estati sempre più torride, oceani sempre più inquinati e ostili alla vita, aria irrespirabile per interi mesi e una moltiplicazione di piccoli e grandi conflitti locali. Forse li avremo anche in caso di una radicale riduzione nella produzione dei gas serra, a questo punto: complici le grandi attenzioni dei ricercatori, che comunicano con cautela dati e probabilità per non dare appigli ai negazionisti, non abbiamo idea del disastro che ci aspetta e che in parte si è già inesorabilmente avviato.”

Gli effetti di un comportamento scorretto si sintetizzano in:

  • grande caldo
  • epidemie
  • guerre
  • carestie
  • inquinamento

Aggiunge anche:

 Le emissioni di CO2, attualmente in aumento, dovranno dimezzarsi ogni 10 anni per i prossimi 30 anni, quelle prodotte dall’utilizzo di suolo (allevamenti, deforestazione) dovranno azzerarsi e dovremo anche trovare il modo di avere sistemi per sottrarre attivamente anidride carbonica dall’atmosfera, perché oceani e foreste non saranno sufficienti. È una prospettiva deprimente, visto l’attuale stato delle cose e l’indifferenza su questo tema di Donald Trump, il presidente della più grande potenza mondiale. Ma tutti gli esperti e gli scienziati intervistati da Wallace-Wells, consapevoli più di chiunque altro sui rischi e le difficoltà, conservano comunque un certo ottimismo sulla capacità del genere umano di trovare sistemi e soluzioni per un’apocalisse che in fin dei conti si è creato da solo.

Ognuno di noi nel suo piccolo può davvero fare la differenza attraverso un comportamento etico, rispettoso dell’ambiente che non preveda sprechi e riduca al minimo forme di inquinamento.
surriscaldamento globale
Daniele Pernigotti, consulente ambientale e scrittore del libro Con l’acqua alla gola, ci da 10 consigli per ridurre le emissioni di anidride carbonica:
1) evitare qualsiasi spreco di energia
2) usare prevalentemente biciclette, mezzi pubblici e treno
3) acquistare autovetture a bassi consumi
4) scegliere apparecchiature a basso consumo energetico
5) isolare termicamente le abitazioni
6) evitare eccessivi usi del riscaldamento d’inverno e del condizionamento d’estate
7) prediligere una dieta povera di carni
8) consumare cibi locali e di stagione
9) favorire il consumo di prodotti a km 0
 
 

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