La sorellina: come annunciarla al piccolo

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La sorellina: come annunciare al piccolo di casa che è in arrivo la cicogna.

Quando sei mamma la persona a cui desideri annunciare per prima l’arrivo di un fratellino o di una sorellina è sicuramente tuo figlio, ma per prudenza si cerca di vincolare questa notizia alla certezza che la gravidanza procede bene così da evitare, almeno per lui, un trauma.
Premetto che, al contrario di tanti bambini, il mio Paolino non ha mai richiesto in casa la presenza di una compagnia, sguazzando beatamente nel ruolo di figlio unico e di unico nipote nonché di primo bambino nato nella nostra allegra comitiva di amici; pertanto, si è reso subito evidente che la presenza di un nuovo membro della famiglia gli avrebbe scombussolato non poco la vita.
Libri e racconti di colleghe mi avevano già preparata a pipì a letto, cambi di umore e tentativi di omicidio nei confronti del bebè così ho trascorso i primi mesi tre della gravidanza a fertilizzare il terreno per la grande novità. 
Tra telefonate alla cicogna, film e cartoni animati narranti l’amore fraterno e confronti con i suoi compagni di classe felici di vivere in famiglie numerose, arriviamo al giorno clou. Con prove alla mano gli faccio vedere che, dopo un lunghissimo viaggio, a breve non sarebbe stato più solo.

Nascita di un bambino

Bene, come previsto all’inizio c’è stato un rifiuto totale suggellato dalla frase “io l’ammazzo” seguita da “ma perché l’avete fatto” e dall’intramontabile “io voglio essere figlio unico”.
Nei giorni successivi, forse per rassegnazione o magari curiosità, lo sorprendevo a sbirciare nella cartellina delle ecografie e diciamo che nonostante tutto il dramma sembrava superato.
Purtroppo avevo parlato troppo presto, perché non avevo considerato che il mio ometto si era aggrappato alla speranza, in seguito disattesa, della venuta di un altro maschietto con cui giocare.

Quando nasce un bambino

Quando ha appreso che a breve a turbargli la vita ci sarebbe stata una mini donnina, il suo atteggiamento è diametralmente cambiato.
Ogni volta che lo sgridavo per le consuete marachelle o adottavo espressioni più dure nei suoi confronti scoppiava in lacrime dicendo che volevo più bene alla sorellina.
Nonostante abbia cercato in tutti i modi di spiegargli l’assurdità delle sue parole e pur essendomi documentata tanto in materia, ho capito che questa è una fase di transito obbligatoria che ogni bambino vive a modo suo.

COME SUPERARE LA GELOSIA

Adesso sono alle soglie del settimo mese di gravidanza e il comportamento di Paolo è molto altalenante: si passa con estrema facilità dall’irritabilità alla dolcezza, dagli scatti d’ira alle carezze sul pancione.
Per quel che mi riguarda per affrontare le giornate cerco di essere più paziente e presente del solito, rassicurandolo e dedicandogli tanta attenzione.

BIMBO IN ARRIVO

Qualche giorno fa, però, mentre giocava con un suo amichetto ed io nell’altra stanza guardavo a volume alto un video in cui un neonato piangeva a dirotto, ho sentito che rivolgendosi al compagno diceva: “non preoccuparti non è mia sorella, lei nasce a dicembre”.

NASCITA SORELLINA

Queste parole, seppur semplici e innocenti mi hanno colpita come un pugno e lì ho capito che tutta la nostra famiglia sta per essere travolta da uno tsunami e che il percorso di adattamento lo dobbiamo fare tutti e non soltanto lui.

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