Scegliere il nome del bambino

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Scegliere il nome del proprio figlio: la scelta del nome di un figlio non è una decisione di poco conto visto che gli resterà incollato per tutta la vita.

Nome bambino

Dai noi al sud sussiste ancora la consuetudine di onorare il capostipite della famiglia conferendo al neonato il suo nome, come se con questo gesto si volesse eternare una generazione.
Al giorno d’oggi però, non sono più un’eccezione le coppie che decidono di trasgredire questa regola inseguendo le tendenze del momento, optano per un nome straniero o semplicemente per qualcosa di più vicino ai propri gusti.
Per quel che mi riguarda, ho sempre amato la semplicità e i nomi italiani, ma non sono mai stata una donna particolarmente legata alle usanze popolari e fortunatamente ho avuto dei genitori e dei suoceri che non mi hanno mai imposto nulla sul tema.
Quando abbiamo scoperto il sesso del mio primo figlio, il suo nome non è stato argomento di discussione.
Mio marito, fervente conservatore, stabilì che si sarebbe chiamato Paolo, come suo padre e devo riconoscere che la cosa non mi dispiacque affatto, sia perché piaceva molto anche a me sia per il legame affettivo creatosi con mio suocero.
Così alla seconda gravidanza, avendo già accontentato la palla al piede, avevo considerato una serie di nomi che non avevano alcun legame con i membri della famiglia.
Avevo pensato a Federico, Marco e Davide, in caso di maschietto e ad Alessandra, Alessia e Claudia, nella tanto attesa speranza di avere una femminuccia.
I nomi delle rispettive nonne sono stati esclusi a priori perché essendo troppo lunghi si prestano a diminutivi che non incontravano i nostri gusti.
Devo dire, però, che quando ho scoperto di aspettare una bambina, sarà la maturità dei 34 anni e il diverso modo di vedere la vita, mi è scattato qualcosa dentro, come se volessi imprimere in quel pezzo di me una parte della mia storia, del mio essere e darle un’identità forte, anche attraverso il nome.
Così, senza pensarci un secondo, riscoprendomi più tradizionalista di quanto pensassi, ho deciso di chiamarla Enrica, come il mio papà.
Si dice che per gli antichi quando si conferiva il nome di un famigliare o di un defunto ad un bambino se ne trasferiva una parte dell’anima e forse, quando questa scelta non è condizionata, è quello che i genitori davvero desiderano per il nascituro, e così è stato anche per me.
scegliere nome
Mio padre è forse la persona più generosa e altruista che io conosca.
Sebbene per anni il nostro rapporto non è stato proprio semplice, ho un ricordo di lui impresso nella memoria che mi ha particolarmente segnata.
Quando avevo all’incirca 6/7 anni, un ragazzo scappato di casa girovagava senza meta nei pressi del nostro palazzo affetto da gravi problemi personali. Senza pensarci due volte, lo accolse in casa nostra facendolo lavare, mangiare e dormire da noi per qualche giorno, prestandogli i suoi vestiti e quel poco che all’epoca aveva.
Pe fortuna la storia ebbe un lieto fine e lo sventurato si ricongiunse con la sua famiglia.
Ora, non so quante persone avrebbero compiuto questo gesto, un po’ per indifferenza un po’ per paura, con la consapevolezza di dare senza ricevere, ad un individuo che per quanto ne potevamo sapere poteva essere un serial killer, ma lui lo ha fatto e lo farebbe ancora.
Ed è proprio questo che mi piacerebbe trasmettere a mia figlia.
In un mondo dove la violenza bussa forte alle nostre porte, vorrei che conservasse in sé stessa l’amore e la fiducia verso il prossimo, perché se è vero che il bene non vince sempre, che non ti fa guadagnare una medaglia e probabilmente non ti fa andare in paradiso, è sempre l’ultimo a smettere di lottare.
 
 
 

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4 Comments

  1. Enrica , è un bellissimo nome, importante e certamente il nonno ne sarà contento., e poi x lui sarebbe un bel regalo, Vada x ENRICA , tanta salute a lei e tanta fortuna e serenità,ne avrà bisogno.Deve essere una bambina FELICE. Scrivo il mio pensiero il gg 2/11/2017 Nonno Paolo.

  2. Nonno Enrico è fortunato ad avere una figlia come te. Auguri a te per la piccola e ad Enrico che è riuscito ad educarti moralmente e culturalmente.

  3. Ciao Enrico, mi dispiace non poter pubblicare l’articolo su fb. Sono bloccato ancora per una quindicina di giorni.


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