VBAC parto naturale dopo cesareo

vbac - parto naturale dopo cesareo

Cos’è il VBAC, parto naturale dopo cesareo e quando viene eseguito.

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di VBAC, parto naturale dopo il cesareo. Ma quando e come esattamente viene eseguito?
Nell’immaginario collettivo il pensiero del parto evoca la fatidica rottura delle acque, una corsa in ospedale, urla di dolore e finalmente il tanto agognato pianto di gioia.
vbac - parto naturale dopo cesareo
Salvo il finale, nulla di tutto questo mi è capitato durante la nascita del mio primo figlio dove, non avendo mai avuto nemmeno una contrazione e superata la settimana ostetrica, mi hanno ricoverata al Policlinico per il tanto temuto parto indotto.
Badate bene non voglio spaventare nessuno, ma ancora oggi la parola “ossitocina” richiama in me sensazioni di puro terrore: dolori lancinanti ed ininterrotti per un giorno intero senza nemmeno mezzo cm di dilatazione.
Conclusione: parto cesareo per sofferenza fetale.
Quell’intervento avvenuto dopo una stremante attesa è stato una manna dal cielo, appena iniettata l’anestesia mi sono sentita in paradiso e dopo mezz’ora Paolino era accanto a me.
Si può ben dedurre che, dal mio punto di vista, il parto cesareo non è stata un’avventura drammatica, anche il post operatorio è stato abbastanza tranquillo visto che il giorno dopo ero già sulle mie gambe.

Dopo un cesareo si puo’ avere un parto naturale

Il VBAC parto naturale dopo cesareo

Consapevole che non tutti i ginecologi per diversi motivi si accollano il rischio del VBAC e leggendo su internet i terrificanti rischi connessi a questo tipo di procedura, mi ero rassegnata all’idea del cesareo programmato.
vbac - parto naturale dopo cesareo
 
Badate bene che chi scrive è una cagasotto per antonomasia che ha un tasso di sopportazione del dolore pari a zero, che piange e trema anche per tirarsi un dente.
Detto questo, quando il mio medico (che merita una statua commemorativa accanto a quella di San Nicola nella Basilica di Bari Vecchia) mi ha rappresentato l’opportunità di un parto naturale, l’idea mi angosciava parecchio. Ho cominciato a pensare a quel momento con timore, tormentando i parenti con le mie paure e stalkerizzando semplici estranee conosciute su facebook, che raccontavano la loro esperienza in merito, con milioni di domande.
vbac
Andando avanti con la gravidanza, a seguito dei colloqui con l’anestesista e con pressanti interrogatori formali al mio ginecologo, con l’arrivo delle contrazioni di Braxton Hicks, complici forse le endorfine provocate dall’abuso di cioccolato, l’idea di partorire naturalmente cominciava a piacermi.
Anzi, dopo tutto questo training autogeno, adesso che sono al nono mese, prego tutti i giorni di rientrare nella casistica di quel 50% di donne che riescono ad evitare un secondo cesareo e a provare l’emozione di un travaglio indolore.
Per cui, care lettrici, restate sintonizzate e spero di riuscire a darvi presto un punto di vista positivo di questa esperienza.

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